Incontri. I seminari per gli insegnanti

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L’Italia continua a scontare un ritardo incredibile proprio nella diffusione innanzitutto del linguaggio audiovisivo e fotografico nelle scuole di ogni ordine e grado, attraverso la messa a punto di una “critica” di queste fonti, a partire dalla didattica. Non è più pensabile che la storia del cinema, dei media audiovisivi, della fotografia non entrino nei curricula scolastici e di numerosi corsi universitari (non solo in quelli relativi alle discipline dello spettacolo), così come lo studio dei loro specifici codici. Non è più pensabile che si possa fare a meno di queste fonti e di tutto quello che le riguarda in termini di contesti, per lo studio della storia innanzitutto. (Cortini, 2015)

Come specificato nella pagina dedicata alla presentazione del Progetto Sguardi e Storie, nella sua prima fase sono stati organizzati due seminari intensivi per i docenti della scuola media statale d’istruzione secondaria di I grado “Viale delle Acacie” a Napoli.

I due seminari sono stati tenuti da Letizia Cortini, ideatrice e curatrice del progetto, il 5 e il 6 dicembre 2017. Letizia Cortini lavora da anni nell’ambito del trattamento e della valorizzazione dei patrimoni fotografici e audiovisivi , occupandosi anche di didattica e formazione per l’uso consapevole da parte dei giovani dei documenti di immagini.

Nel primo seminario/laboratorio di circa 3 ore si è svolta una lezione frontale sulla storia dei beni culturali fotografici e filmici, sugli istituti che custodiscono patrimoni di immagini in Italia, sulla storia delle forme e dello sviluppo del linguaggio foto-cinematografico, e sui suoi elementi di base.

Particolare attenzione è stata dedicata all’illustrazione dei principali archivi e giacimenti di immagini sul web, con indicazioni sulle metodologie di ricerca per temi, autori, luoghi. Sono state esplorate le principali banche dati italiane di film di non fiction e fotografiche, con esercizi di ricerca e selezione dei materiali.

Nel secondo seminario/laboratorio sono stati presentati alcuni strumenti utili per la decodifica del linguaggio delle immagini, per l’analisi dei contenuti e dei contesti di produzione delle fonti, a partire dalle immagini d’archivio che si possono trovare sul web. Sono state messe a punto le linee guida anche per la raccolta delle fonti negli archivi di persone private, nelle famiglie degli studenti, e dei docenti stessi, ipotizzando anche temi legati a determinati periodi storici, o a fenomeni di trasformazione economica e sociale nel nostro paese.

Le fonti fotografiche, audiovisive, orali, certamente come altre, danno la possibilità di scoprire altre storie, meno ufficiali e forse offrono l’occasione per ritrovare e praticare da parte dei cittadini anche quella «religione civile» oggi assente o svuotata di senso, fatta anche di sensibilità e responsabilità nei confronti della comunità in cui si vive o da cui si proviene. Ciò comporta innanzitutto la riscoperta delle fonti primarie in generale, quindi un approccio ad esse connotato da rigore metodologico, ma anche da affetto e rispetto per il loro uso. Sono necessarie inoltre capacità e creatività nel rintracciarle (ribadiamo: oltre quelle ufficiali e istituzionali) e il desiderio di interrogarle, di farne un nuovo uso, oltre la lettura, per svelare e “immaginare” altre storie, altri punti di vista, altri percorsi. (Cortini, 2015)

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