III F – Il mio bisnonno, di Francesca Di Maio

La mia famiglia è composta da papà, mamma ed io. Sono figlia unica ma ho tanti parenti! (A questo link la raccolta completa delle foto di famiglia).

La famiglia di mia mamma è numerosa. I miei nonni Giuseppe ed Elena hanno avuto sei figli. A casa dei nonni materni ho trovato moltissime fotografie, ben custodite e catalogate per anno e per occasione. Molte di quelle esposte sul mobilio di casa dei nonni sono le foto di mia mamma e dei suoi cinque fratelli: li ritraggono da bambini e poi da adulti, in occasione di festività diverse, quali compleanni, lauree, matrimoni.

Vedere le vecchie foto mi ha incuriosito: la differenza dei colori, degli abiti, delle acconciature, delle espressioni del viso delle persone, ma anche il paesaggio, mi hanno fatto capire e riflettere sul fatto che le cose mutano nel tempo. Lo sguardo delle persone fotografate è davvero diverso da quello delle persone di oggi. E’ più sereno, più disteso, più profondo. Eppure il tempo in cui sono vissuti è quello delle guerre mondiali, del dopoguerra, delle difficoltà e delle rinunce.

In merito alla famiglia di origine di mio padre, non sono riuscita a trovare materiale fotografico utile. Il nonno Gennaro non c’è più ormai da un anno e il 28 marzo di quest’anno avrebbe compiuto 90 anni. La nonna Rita e il nonno Gennaro, entrambi napoletani, hanno avuto tre figli e il mio papà è il primogenito.

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Il mio bisnonno, Ferdinando Mele, durante la Prima Guerra Mondiale, 1915-1918. Conservata a casa dei miei nonni materni

La fotografia ritrae il mio bisnonno Ferdinando Mele, il secondo da sinistra, senza cappello, insieme ai suoi compagni di guerra.

Siamo nella Prima guerra mondiale: il mio bisnonno ha 21 anni e viene fatto prigioniero in Germania.

La foto è stata trovata a casa dei miei nonni materni. E’ un po’ sbiadita dal tempo, ma si vedono con esattezza i particolari: lo sguardo degli uomini sembra sereno pur trovandosi in una situazione pericolosa.

il mio bisnonno ha un’acconciatura tipica di quei tempi, taglio corto e ben rasato, baffi e portamento diritto. Diverso sembra essere il paesaggio che circonda i quattro soldati: mesto e silenzioso, gli alberi sono spogli, probabilmente la fotografia è stata scattata in autunno, o in inverno.

Tornato in Italia e si laurea in ingegneria. Lavora al Genio Civile di Cosenza e, per un’attività di collaudo da svolgersi a Malito, paese in provincia di Cosenza, si reca a casa del costruttore Pietro Gatti.

In occasione di quell’incontro, conosce la futura moglie, Vincenza, primogenita del costruttore, che ha 16 anni meno di lui. E’ amore a prima vista. I due si sposano e vivono per lungo tempo a Malito, nel palazzo storico della famiglia Gagliardi, lasciato in dote a Vincenza dallo zio Bruno Gagliardi.

Bruno, nobile proprietario terriero, ritratto nella fotografia alla fine del mio racconto insieme alla sorella Francesca (la mia trisavola), sposa la bella Luisa Mancini. 

Luisa è la sorella dell’avvocato Pietro Mancini, importante esponente politico del partito Socialista in Italia, colui che fonda la prima sezione socialista a Cosenza nel 1904 e “La Parola Socialista”, uno dei più antichi giornali dell’Italia Meridionale.

E’ stato anche deputato del Regno d’Italia. Antifascista, sarà costretto al confino e al carcere. Ministro del Governo Bonomi dopo la guerra.

La coppia Ferdinando e Vincenza vive tra Malito, prevalentemente nel periodo estivo, quando i coloni li allietano con i prodotti coltivati dalle loro terre, e Cosenza, nel periodo invernale, dove i due figli Pietro e Giuseppe (mio nonno) frequentano le scuole.RFDM

 

 

Il mio bisnonno partecipa, poi, come Generale di Brigata alla Seconda guerra mondiale.

 

 

 

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Il mio bisnonno e la mia bisnonna alla laurea del figlio Giuseppe, mio nonno, Napoli 1962

La foto sopra è stata scattata in occasione della laurea in ingegneria di mio nonno Giuseppe, all’esterno della Facoltà di Napoli. Il primo a destra è il mio bisnonno, poi mio nonno Giuseppe, mia nonna Elena, la mia bisnonna Vincenza e infine Lidia, la sorella di mia nonna.

Commento della foto

La foto è stata trovata a casa dei miei nonni materni.

Gli abiti sono sartoriali: quelli maschili hanno una linea comoda con giacche squadrate, monopetto, con spacchi laterali, abbinate a pantaloni dritti e larghi, senza risvolto; le cravatte sono piccole. Gli abiti femminili mettono in evidenza l’eleganza delle donne degli anni ’60. sono stretti in vita e molto larghi e lunghi fino al ginocchio. I capelli degli uomini sono ben pettinati e tirati, mentre quelli delle donne sono corti e folti. Le donne indossano borse molto grandi.

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I miei trisavoli, Francesca e Bruno Gagliardi, a Malito in provincia di Cosenza, 1950, conservata a casa dei nonni

Commento della foto

La foto in bianco e nero sopra è tipica del periodo fine anni quaranta: Francesca indossa un cappotto lungo e le scarpe a punta con i lacci; Bruno indossa un abito con panciotto, il cappello, il bastone e la pipa, dalla quale difficilmente si staccava. La bellezza di questa fotografia è nel sorriso dei due personaggi: lei sorride divertita, lui ha lo sguardo sereno e rivolto verso il paesaggio che li circonda.

 

 

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