Concludendo…

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Ieri si è svolta la presentazione del progetto “Sguardi e Storie” alla scuola media statale “Viale delle Acacie” a Napoli.

E’ stato un bel pomeriggio, di festa soprattutto, pur non mancando i momenti di riflessione sulla didattica della storia, sul metodo di ricerca e interrogazione delle fonti.

La professoressa Valeria De Laurentiis, a nome anche delle altre docenti coinvolte, ha ripercorso con freschezza ed entusiasmo le fasi dell’iniziativa da dicembre a oggi, auspicando che il progetto possa diventare un appuntamento fisso a scuola e che soprattutto si crei una rete virtuosa di scambio tra i cicli della scuola media, le istituzioni culturali che hanno patrimoni culturali, e il mondo della ricerca e universitario.

Gli ospiti patrocinatori hanno portato, oltre il plauso per l’esperienza, la loro autorevolezza nel ribadire l’importanza delle fonti audiovisive e fotografiche per lo studio della storia, ma anche per capire il presente.

La professoressa Renata De Lorenzo, presidente della Società napoletana di storia patria, ha ricordato l’importanza del metodo storico e della ricostruzione dei contesti nell’analizzare queste fonti, dell’impegno ad andare in profondità rispetto a quanto rappresentato nelle immagini e a porsi sempre domande. Ha quindi illustrato in sintesi la storia e il patrimonio inestimabile, anche fotografico della Società napoletana di storia patria, invitando gli studenti a visitare la sede.

Patrizia Cacciani dell’archivio storico cinematografico dell’Istituto Luce ha ribadito quanto sia necessario introdurre l’educazione ai linguaggi dei media nelle scuole, come da qualche anno è impegnato il Luce, con un progetto specifico: Luce per la didattica. Ha quindi fatto notare come il progetto Sguardi e Storie nell’analizzare le fonti soprattutto fotografiche, inizialmente dal punto di vista delle loro caratteristiche analogiche, abbia portato alla costruzione di un vero e proprio archivio digitale, di foto, racconti, altri documenti, con il sito omonimo.

Il professor Marcello Ravveduto ha lodato i racconti dei ragazzi pubblicati sul sito, il loro impegno a fare ricerca nelle famiglie, negli archivi e nelle memorie private, quindi a renderle pubbliche attraverso il loro punto di vista. Ha ricordato come anche lui, più giovane, avesse coltivato il suo amore per la storia, come un detective, alla ricerca delle tracce e delle fonti, anche materiali, in famiglia, interrogandole e contestualizzandole. Ha sottolineato l’importanza di questa iniziativa di public history, spiegando come oggi non si possa più fare storia, citando lo storico dei media Peppino Ortoleva, senza essere in grado di comunicarla anche attraverso le nuove tecnologie digitali, stando al passo, in tal senso, soprattutto con i ragazzi nel saper utilizzare tutti gli strumenti di comunicazione digitali. Ha prefigurato lo storico del futuro come un archeologo delle fonti digitali, sul web. Ha quindi invitato famiglie e ragazzi a riflettere sull’importanza, dal punto vista civile e politico nella nostra società, di una professione quale quella dello storico, che studia e si trova a utilizzare sempre più queste fonti e l’immaginario che producono.

Letizia Cortini, in qualità anche di rappresentante della Fondazione Aamod, nel ringraziare tutte e tutti, ha infine spiegato come alla base di questo progetto, rientrato nell’ambito del più generale progetto scolastico di educazione alla cittadinanza e alla Costituzione, ci sia stato anche il bisogno di fare incontrare i ragazzi con l’alterità, la diversità, per comprendere e amare la storia. Alterità e diversità a cominciare dalle loro storie, da quelle delle persone delle proprie famiglie, con cui i ragazzi per la prima sono entrati in contatto durante il percorso del progetto. Entrare in contatto con la diversità con l’intento di conoscerla, vederla e ascoltarla ha significato per molti studenti dialogare con generazioni, mentalità, usi e costumi diversi, scoprendo i propri cari e i propri vissuti famigliari, grazie a un atteggiamento di ascolto, di attenzione che li ha portati a un loro riconoscimento, a crescere in termini di senso di appartenenza non solo alla propria cerchia famigliare, ma a una rete di storie e di sguardi diversi, quindi a scoprire la storia, anche quella più generale, studiata sui manuali.

Molti ragazzi sono intervenuti nel corso del pomeriggio, raccontando l’importanza per loro di questa esperienza, la scoperta della fotografia non solo in quanto fonte per la storia, ma anche come pratica attuale, conoscendone il linguaggio, per scoprire e interpretare il mondo in cui vivono. Alcuni hanno illustrato i propri racconti, presentando con emozione e partecipazione i famigliari ai quali hanno dedicato i loro lavori.

Al termine è seguita la premiazione dei quattro racconti più votati, già citati nel report degli ultimi incontri laboratoriali.

Grazie a tutti, ragazzi, famiglie, professoresse, ospiti e promotori! Grazie alla scuola “Viale delle Acacie”, con l’auspicio che si possa proseguire il prossimo anno… 🙂

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