La II edizione del progetto Sguardi e Storie! I seminari con gli insegnanti

Con emozione e soddisfazione comunico, insieme alle insegnanti, l’inizio della seconda edizione del progetto Sguardi e Storie presso la scuola media statale “Viale delle Acacie” a Napoli.

Il 7 e l’8 gennaio si sono svolti i primi due incontri con le docenti iscritte al corso (anno scolastico 2018 – 2019).

E’ stato davvero bello e importante riprendere il progetto, soprattutto da parte della sottoscritta. Le insegnanti quest’anno sono molte. anche se alcune, proprio nelle prime giornate di corso fossero influenzate.

Le finalità dell’iniziativa sono le medesime della I edizione, in particolare: diffondere l’uso delle fonti audiovisive e fotografiche per la scoperta della storia, degli immaginari storici, delle modalità di rappresentazione della storia nel cinema e nella fotografia… e imparare a cimentarsi con il loro uso e riuso creativo in nuove narrazioni.

Nel primo incontro si è tracciata una panoramica relativa alla recente valorizzazione, soprattutto in Italia, delle “nuove” fonti, audiovisive e fotografiche, e la storia della loro tutela in quanto beni culturali, dalle origini fino ai nostri giorni. Diversi i riferimenti ad archivi e cineteche che si occupano della conservazione di questi patrimoni, che hanno reso disponibili banche dati e percorsi con molte risorse sul web per incentivare la loro fruizione anche didattica.

Nella seconda giornata, si è entrati nel merito del linguaggio specifico di queste fonti, scoperte anche dagli storici contemporanei solo da qualche decennio. Tuttora in diversi ambiti disciplinari, quindi nella formazione e nella didattica, si stenta a utilizzare questi documenti peculiari in attività di studio e ricerca, per la difficoltà di applicare una metodologia coerente, condivisa e scevra da pregiudizi, nell’analisi e nell’utilizzo delle immagini fisse e in movimento.

Ci si è soffermati in particolare sugli aspetti della rappresentazione, della propaganda, della produzione e uso di queste fonti in quanto produttrici di immaginari e agenti di storia dalle origini della storia sia della fotografia, sia del cinema.

Si è analizzato il significato della realizzazione e dell’uso di queste fonti nella rappresentazione delle storie di famiglia, delle storie dell’industria, della comunicazione politica.

Sono stati visionati film e fotografie di carattere documentario e informativo, dalle origini agli anni trenta, analizzandone punti di vista e messe in scena.

La Sortie de l’Usine Lumière à Lyon, in Enciclopedia Treccani.it

Sono state quindi viste e commentate le fotografie “sociali” di Lewis Hine dei primi anni dieci del Novecento (http://www.loc.gov/pictures/search/?st=grid&co=nclc)

Addie Card, 12 years. Spinner in North Pormal [i.e., Pownal] Cotton Mill. Vt. Girls in mill say she is ten years. She admitted to me she was twelve; that she started during school vacation and now would "stay." E. F. Brown. See Photo #1050. Location: North Pownal, Vermont.

Questa immagine è disponibile presso la Divisione Stampe e Fotografie (Prints and Photographs Division) della Biblioteca del Congresso sotto l’ID digitale nclc.05282

e dei fotografi della FSA (Farm Security Administration) degli anni trenta e quaranta negli Stati Uniti d’America (Dorothea Lange, http://www.loc.gov/pictures/related/?fi=name&q=Lange%2C%20Dorothea). Si consiglia la navigazione geolocalizzata (con esplorazione per luoghi, anni, autori) delle fotografie prodotte da questi grandi fotografi negli Stati Uniti d’America, dal 1935 al 1945: http://photogrammar.yale.edu/map/.

migrant-mother-photograph-dorothea-lange-1

Destitute pea pickers in California. Mother of seven children. Age thirty-two. Nipomo, California, 1936, copyright Library of Congress

Si è constatato come, durante il fascismo, mancassero immagini relative agli aspetti sociali reali del paese, al mondo contadino, operaio, femminile e alle sue condizioni. Tali immagini hanno iniziato ad essere prodotte in Italia dopo la conclusione della II guerra mondiale, con il neorealismo e le prime importanti inchieste di carattere antropologico negli anni cinquanta del XX secolo (con Ernesto De Martino e il fotografo Franco Pinna, http://www.archiviosonoro.org/approfondimenti/franco-pinna.html, inoltre con le immagini del figlio di Cesare Zavattini, Arturo…). Si è sottolineato come alcune di queste immagini siano state prodotte in clandestinità (pochissime) o in ambito famigliare.

A seguire un video di un film conservato presso l’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico che mostra l’Italia degli anni venti, secondo il punto di vista di operatori sovietici.

Si è quindi posto l’accento sull’importanza del recupero delle immagini negli archivi di famiglia, che non soltanto si caratterizzano come fonti inedite, ma fondamentali per lo studio della storia, del costume, degli aspetti sociali. Le uniche fonti che potrebbero restituirci uno sguardo inedito, rispetto a quello ufficiale, per esempio durante il periodo fascista.

Prima di lavorare in classe si è suggerito agli insegnanti di continuare ad esplorare il sito, di iniziare a mostrarlo ai ragazzi, leggendo con loro qualche racconto realizzato dagli alunni del precedente anno. Inoltre, a supporto di quanto discusso durante i seminari, è stata suggerita la lettura del testo di Letizia Cortini e Antonio Medici, L’uso delle fonti audiovisive per lo studio della storia, La Nuova Italia, 2012.

Sono quindi state date indicazioni, dopo avere analizzato insieme il sito del progetto Sguardi e Storie, su come procedere per la raccolta nelle classi delle fotografie (ma anche degli eventuali filmini) di famiglia, mostrando, nella sezione materiali e strumenti, le schede da utilizzare.

In particolare, per iniziare, si è consigliato di procedere in classe con:

– una introduzione sintetica sull’importanza delle fonti audiovisive e fotografiche per la storia (sottolineando che si tratta di beni culturali)

– la spiegazione degli elementi di base del linguaggio audiovisivo e fotografico, utilizzando le seguenti dispense:

https://luceperladidattica.files.wordpress.com/2015/01/guida_linguaggio_fotografico.pdf

e

https://sguardiestorie.files.wordpress.com/2018/01/la-scala-delle-inquadrature.pdf.

– l’avvio della ricerca, selezione, raccolta delle fotografie di famiglia da parte dei ragazzi, con l’aiuto dei propri famigliari, partendo dalla scoperta, ove reperibili, delle immagini più antiche fino alle più attuali (mentre la scelta delle foto da cui partire per narrare, o sulle quali poter costruire un racconto, potrà avvenire successivamente). I ragazzi dovrebbero raccogliere contestualmente prime informazioni sulle fotografie “intervistando” i propri famigliari e compilando una scheda generale sulla raccolta effettuata (costituita da 10 fino a 20 fotografie circa):

https://sguardiestorie.files.wordpress.com/2018/06/scheda_informazioni_raccolta_famiglia.pdf

– le indicazioni su come “maneggiare” le fotografie o gli album, cercando di tenerle con le dita lungo i bordi, evitando di lasciare impronte sulle emulsioni, suggerendo loro di munirsi di carta per acquarelli acid free, di cotone, per interfogliare le fotografie di famiglia, creando delle buste con i fogli al Ph neutro acid free, per quelle sciolte.

– la proposta ai ragazzi, dopo essersi sincerati che abbiano appreso gli elementi di base del linguaggio filmico e fotografico, di documentare, con poche immagini ciascuno (chi vorrà), sia fisse sia in movimento, o a scelta, il lavoro in corso, sia a casa, sia in classe (raccomandando, nell’utilizzo del cellulare, di tenerlo fermo e diritto, evitando sottoesposizioni o sovraesposizioni, immagini sfocate o mosse, ovvero studiando prima l’inquadratura e scegliendo consapevolmente, anche e soprattutto inquadrature insolite, più creative :)…). Buon lavoro!

(LC, gennaio 2019)

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