Gwen e Lucia, di Maurizio Splendore

lucia_Gwendolyn

Si chiamano Lucia e Gwendolyn,
Napoli, Via Milano, corre l’anno 1948.
Sono sul balcone della casa dei miei nonni, il fotografo è mio padre, molto innamorato di Lucia e suo futuro sposo.
Non sono tanti i tre anni trascorsi dal più che tumultuoso evento che sfregiò il mondo e l’umanità intera, eppure pare non vi sia più traccia di ciò che entrambe avevano patito soltanto ieri.
E le bianche lenzuola distese fuori dai balconi della città sono la bandiera bianca che si arrende finalmente alla vita e, perché no, alla spensieratezza.
La Guerra… che follia.
Questa immagine farebbe mai pensare che le due giovani donne solo poco tempo prima erano su fronti opposti, inconsapevoli nemiche?
Gwendolyn (lei però si faceva chiamare Gwen), infatti, è appena arrivata dal Galles dove aveva incontrato un bellissimo giovane italiano, un prigioniero di guerra, zio Franco. Si innamorarono.
Si narra che quando lei arrivò finalmente a Napoli, appena scesa dal treno zio Franco si lanciò verso di lei ed entrambi si strinsero in un bacio appassionato creando uno scompiglio oggi difficile da immaginare. Gli avventori del momento assistettero dal vero a ciò che avevano forse solo visto in qualche film americano, strappando applausi, risate, stupore, meraviglia e, chissà, forse anche vergogna o addirittura sdegno, in qualcuno un po’ più timorato.
Se li aveste conosciuti avreste compreso subito che non poteva accadere diversamente.
Zio Franco non era propriamente mio zio, ma l’amicizia con mio papà Ulio è stato il più prezioso e inestimabile esempio di amicizia a cui abbia assistito e dunque, come minimo, lui doveva essere mio zio.
Senza questa piccola cornice avreste mai immaginato una cosa del genere? in fondo è solo la foto di due bellissime ragazze eppure sono l’immagine di due luccicanti mondi che si incontrano sul vasto oceano dell’amore.
Vi prego, non storcete il naso, perché credo che si tratti proprio di questo e non altro.
L’amicizia di Lucia e Gwen divenne da subito pari a quella tra mio padre Ulio e mio zio Franco.
Lucia non conosceva una sola parola di inglese e tanto meno Gwen l’italiano.
Ma non serviva.
Tirate voi ora la somma di questa storia, che sennò divento ancora più stucchevole.
Enjoy!
Napoli, 21 dicembre 2019

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