A Napoli, marzo-maggio 2020, di Letizia Cortini

Buongiorno…. sono stata indecisa se pubblicarlo. E’ una piccola sintesi di questo periodo, parziale, ma autentica nei bisogni e nei sorrisi espressi, negli abbracci a distanza. Ho pensato che potesse, tra privato e pubblico, donare tenerezza e mostrare da una fessura, uno sguardo su questo nuovo tempo. Un abbraccio a tutte e tutti e buona fase2… con cautela, ma anche con energia e nuove speranze, per voi e i vostri ragazzi! Per noi… Grazie…

Per una migliore visualizzazione si consiglia di cliccare sulla prima immagine, di apertura dell’album e di proseguire scorrendo con le freccette a destra

Napoli al tempo del Covid-19, marzo-aprile 2020, Valeria De Laurentiis

Una insegnante “documenta” una giornata … ed è poesia… [ndr]

Musica: Brian Eno, An ending, 1983 (a questo link, attivare mentre si “sfogliano” le slide).

Per una migliore visualizzazione si consiglia di cliccare sulla prima immagine, dopo avere avviato la musica, quindi di scorrere le altre con le freccette.

 

 

Nonna Tina e la creazione di una grande famiglia, di Ciro De Vincenzo

Sono contento di partecipare anche quest’anno al progetto “Sguardi e Storie” giunto alla terza edizione, posso così ricordare mia nonna Tina che purtroppo non ho potuto conoscere, ma della quale papà mi ha sempre parlato tanto. Attraverso le foto che ho raccolto e i racconti di mio padre e dei miei zii ripercorrerò le tappe più importanti della sua vita, il matrimonio e la creazione di una grande famiglia.

Nonna Tina, all’anagrafe Concetta Elefante, nasce a Napoli nel 1931 in una famiglia medio borghese (il papà era un commerciante), quando l’Italia era oppressa dal regime fascista. Ha solo 8 anni quando scoppia la Seconda Guerra Mondiale che sconvolge la sua infanzia e della quale la nonna ricorderà sempre il terrore, il rumore dei bombardamenti, la permanenza nella casa di campagna, le privazioni e la fame, perché il cibo durante la guerra scarseggiava. Quando finisce la guerra è oramai un’adolescente, una ragazza molto bella.

Nella foto del 1949, ha 18 anni! La foto in bianco e nero è realizzata da uno studio fotografico “La Casa del dilettante” di Napoli, come ho potuto leggere sul fronte dell’immagine. Curiosa denominazione!  Era una consuetudine dell’epoca rivolgersi a fotografi di professione per farsi ritrarre. La nonna è fotografata a mezzo busto, di profilo e con il viso e lo sguardo rivolto verso l’obiettivo, ha un’espressione sorridente, è molto bella e naturale, sembra spensierata, ha gli occhi che sembrano sognanti, i capelli che arrivano alle spalle e indossa una giacca di colore scuro. Il modello dei ritratti era quello delle dive americane, i cui film, dopo la guerra tornarono ad essere visti in Italia.

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Siamo nel 1951, eccola in posa in un’altra foto in bianco e nero realizzata sempre dallo studio fotografico “La Casa del dilettante”. Purtroppo la fotografia è molto rovinata. In quest’immagine la nonna è una giovane ventenne, è fotografata a figura intera, poggiata su uno sgabello di legno che si intravede dietro di lei e ha la testa leggermente girata a sinistra e guarda nella stessa direzione con un’espressione seria. Indossa un abito a mezze maniche molto elegante, lungo e ampio, di colore scuro con balze in pizzo bianco, sembra stringere un ventaglio nella mano destra, indossa un filo di perle scure e scarpe nere con il tacco. I capelli sono corti e ha un filo di rossetto scuro sulle labbra. Forse era un’occasione particolare, una festa…

Questa foto è quella del matrimonio con nonno Ciro nel 1952. Purtroppo l’immagine è un po’ sfocata. Ciò che si può notare nella foto oltre alle loro espressioni felici e i loro abiti eleganti, è la presenza di tanti bambini al loro fianco. Fu un’idea del fotografo ritrarli insieme a tanti bambini, disse che era di buon augurio per la creazione di una grande famiglia, e così è stato con la nascita di 8 figli.

In questa foto Nonna Tina è al matrimonio di un parente, è il 1953. La nonna ha ventidue anni ed è bellissima, al suo fianco il giovane marito Ciro e in braccio alla nonna la loro prima figlia, zia Imma. Di fianco al nonno, la mia bisnonna paterna Concetta Gioiello. In questa foto la nonna indossa un abito tipico della moda degli anni ’50, un abito con lo sfondo bianco e tanti fiori stampati, lungo e ampio con uno scollo a V, degli eleganti guanti neri e le scarpe nere con il tacco, ha i capelli neri raccolti, degli orecchini pendenti e il rossetto rosso che lei e le sue coetanee amavano molto. Le notevoli differenze che si possono notare in questa foto sono il modo di vestirsi, infatti possiamo vedere che mia nonna indossa un abito lussuoso e molto di moda per l’epoca. Guardando la foto si può intuire che la cerimonia si è svolta probabilmente in una casa o in una sala presa in fitto per l’occasione, per ricevere parenti e amici degli sposi, perché in quell’epoca non tutti potevano permettersi molte spese per un matrimonio.

Tra la metà degli anni ‘50 e l’inizio degli anni ’60 inizia quel processo di prosperità dell’Italia che poi sarà chiamato “miracolo economico” caratterizzato da una forte crescita economica e sviluppo tecnologico dopo l’iniziale fase della ricostruzione. Questo consentì un miglioramento della vita e molte invenzioni utili nella vita privata e lavorativa; aumentarono le industrie e questo consentì la produzione di grandi quantità di beni richiesti dal mercato. I simboli del benessere erano diventate le automobili, simbolo di indipendenza e di libertà di movimento, ci fu la nascita della televisione italiana con inizio delle trasmissioni il 30 gennaio 1954, la produzione di elettrodomestici, il turismo.

Facendo delle ricerche su questi anni, ho scoperto che nel 1953 furono insigniti del Premio Nobel Winston Churchill per la letteratura (non lo avrei immaginato…) e George Marshall per la Pace, in considerazione del contributo che aveva dato alla rinascita economica europea dopo la guerra (grazie al cosiddetto Piano Marshall); entrambi erano stati grandi protagonisti durante il secondo conflitto mondiale.

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Ecco ancora Nonna Tina sorridente e fiera in questa foto scattata del 1962, dove la troviamo insieme ai suoi primi 4 figli: Imma, la primogenita, Giuseppe a sinistra, Salvatore a destra e Mariano il più piccolo, che ha solo un anno, in braccio a lei. Anche questa foto è stata scattata in uno studio fotografico, con una inquadratura frontale a figura intera. Quello che si nota subito in questa foto è il modo elegante in cui sono vestiti i figli e la madre. L’abbigliamento dei bambini dell’epoca come le scarpe e le acconciature dei capelli erano piuttosto classiche, completamente diverso dal nostro modo di vestire, che è sportivo e informale. Chiaramente lo nonna li aveva ben vestiti e pettinati proprio per l’occasione, la foto di famiglia. Alcuni sorridono in modo un po’ forzato… E’ una bella messa in scena però! Non so perché non ci fosse il nonno…

Nel periodo estivo la nonna si trasferiva con la famiglia nella villa di Torre del Greco, un Comune in provincia di Napoli situato tra il Vesuvio e il Golfo di Napoli, dove per un periodo della sua vita soggiornò Giacomo Leopardi che qui compose La ginestra e Il tramonto della luna. Torre del Greco è nota nel mondo anche per la lavorazione dei coralli, dei cammei e della madreperla. Non ho trovato una foto della sua automobile, una luccicante Ford Taunus di colore grigio, che in estate la nonna usava ancor di più; ogni giorno tutti a bordo dell’auto della nonna erano diretti alla litoranea di Torre del Greco, un lungomare all’epoca bellissimo, quando l’acqua era pulita e si poteva fare il bagno in tutta tranquillità. Nel fine settimana arrivava il nonno e spesso amici e parenti con i quali trascorrevano delle belle giornate e serate in allegria sotto il patio circondato da profumatissimi alberi di agrumi. La nonna amava molto ricevere, c’erano sempre tavole imbandite. Nel tempo libero leggeva riviste e amava rileggere i biglietti e le lettere dei figli, che custodiva in un cofanetto nel suo comodino e dietro le lettere scriveva delle frasi affettuose. Gli anni ’80 sono gli anni dei viaggi, delle crociere nel Mediterraneo con tutta la famiglia, delle vacanze a Maiorca, Viareggio e a Taormina, tutte località che le piacevano moltissimo.

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La nonna è stata una donna autonoma, generosa, energica e sorridente, impegnata nella crescita e nell’educazione dei figli, amorevole verso i nipoti, era molto religiosa e devota alla Madonna di Pompei e alla Madonna di Lourdes ed era molto orgogliosa dell’impegno che i figli, a partire dagli anni ’80, avevano assunto come dame e barellieri dell’Unitalsi per accompagnare gli ammalati in Pellegrinaggio a Lourdes. Ecco qui una  foto degli anni ’80 scattata a Lourdes durante un Pellegrinaggio, la nonna sorridente è a cena in albergo, di fianco a lei c’è mio padre Paolo, i miei zii, mia zia e degli amici.

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Voglio chiudere con questa foto del gennaio del 1996 in cui tutta la grande famiglia De Vincenzo è riunita per festeggiare l’onomastico di Nonno Ciro. La nonna è sul lato centrale destro della foto, di fianco a lei nonno Ciro e alla sua destra mio padre, tutt’intorno ci sono tutti i miei zii, le mie zie e i miei tanti cugini.

Questo è stato un bel lavoro che mi ha permesso, scavando tra le molte foto, di scoprire avvenimenti storici, e fatti sulla mia famiglia a me sconosciuti che ho potuto sapere grazie ad un passo indietro nel tempo e al ricordo di molte persone per me importanti nella mia famiglia!!! E’ stata l’occasione per conoscere meglio Nonna Tina e pensare che ciò che oggi possiamo essere è grazie alla sua esistenza e sono sicuro  che sarebbe  felice che io abbia pensato a lei.

Raccontare con la fotografia una giornata al tempo del Coronavirus, di Marianna Lembo

Marianna ha acconsentito a pubblicare il lavoro che segue sul sito del progetto Sguardi e Storie, per invitare i docenti e i ragazzi della scuola media Viale delle Acacie a cogliere il suo stimolante esempio, se vorranno [ndr].  Grazie Marianna!

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Marianna Lembo è una giovane fotografa professionista.

 

Questo il suo sito professionale: Marianna Lembo photography

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A seguire la riflessione di Marianna e le sue fotografie.

Sono Marianna. Vi propongo con piacere un piccolo lavoro svolto in questi giorni di quarantena; spero possa essere per qualcuno di voi un contributo efficace per ragionare su questo particolare periodo.

Scattare fotografie per me è sempre stato un piacere, fino a che un bel giorno ho deciso di prendere la cosa un po’ più seriamente….
Intendo l’atto del fotografare come una presa di coscienza sul mondo, non solo l’osservazione di esso, e con mondo intendo quell’insieme complesso di materia, emozioni, luoghi, persone da cui attingere per raccontare un pensiero o una storia.
Mai come in questo periodo il mondo è per me circoscritto a tre stanze milanesi; ed inizialmente la frustrazione era tanta, mi sentivo sommersa solo dai cattivi pensieri provenienti dalle notizie quotidiane. Una sorta di svuotamento che non riuscivo proprio a colmare con ciò che amo di più, la fotografia. Mi sono chiesta più volte: Come e cosa fotografare? Che progetti realizzare?

La risposta spesso è più semplice di quanto si pensi perché le storie in effetti sono ovunque intorno a noi, anche nella banalità di piccole cose.
E sono le piccole-grandi cose che abbiamo di fronte tutti i giorni a rendere il nostro sguardo più attento e disincantato, anche nei riguardi del mondo esterno.
Ho colto questo periodo di clausura forzata come un banco di prova per mettere in discussione le certezze che questa particolare situazione ha smontato in tutti noi.

In questa slideshow mostro una giornata “tipo” della mia quarantena, scandita a tempo di luci che cambiano, oltre di soggetti…

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Ragazzi di Napoli ed emergenza Covid-19: sguardi e sentimenti della III A

In collaborazione con il progetto Cinefotoeduca per il quale il presente lavoro è stato realizzato, condividiamo anche su questo sito i risultati delle riflessioni dei ragazzi della III A.

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Sono la professoressa Antonietta Gioia. Con questo progetto, che ha coinvolto due delle mie classi di quest’anno, la II A (qui il link anche ai loro lavori) e la III A, ho avuto la possibilità di dare agli studenti l’opportunità di riflettere su questo momento difficile, attraverso “un click” e a me di fare riflessioni personali.  Grazie ragazzi!

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I ragazzi della III A della scuola media Viale delle Acacie di Napoli, professoressa Antonietta Gioia

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Ragazzi di Napoli ed emergenza Covid-19: sguardi e sentimenti della II A

In collaborazione con il progetto Cinefotoeduca per il quale il presente lavoro è stato realizzato, condividiamo anche su questo sito i risultati delle riflessioni dei ragazzi della II A.

c i n e f o t o educa

Sono la professoressa Antonietta Gioia. Con questo progetto, che ha coinvolto due delle mie classi di quest’anno, la II e la III A (qui il link anche ai loro lavori), ho avuto la possibilità di dare agli studenti l’opportunità di riflettere su questo momento difficile, attraverso “un click” e a me di fare riflessioni personali.  Grazie ragazzi!

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Sguardi e … storie di donne. Le riflessioni di Antonietta Gioia

Sono Antonietta Gioia e per il secondo anno partecipo al progetto Sguardi e Storie.

Nell’anno scolastico precedente ho lavorato con due classi (la II A e la III A) e mi sono presentata così (link alla presentazione).

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Nell’anno scolastico 2019/20 ho partecipato quindi per la seconda annualità a Sguardi e Storie con la classe III sez. A, sebbene la scuola S.M.S. Viale delle Acacie abbia avviato questa interessante iniziativa già dall’a.s. 2017/2018.

Le finalità sono state le stesse degli anni precedenti: diffondere l’uso delle fonti audiovisive e fotografiche per la scoperta della storia, degli immaginari storici, delle modalità di rappresentazione della storia nel cinema e nella fotografia e imparare a cimentarsi con il loro uso e riuso creativo in nuove narrazioni. Quest’anno il progetto è stato realizzato in autonomia, dopo la formazione svolta con Letizia Cortini negli anni precedenti (si vedano i Diari di lavoro degli scorsi anni scolastici).

Con la classe III A sono state rilette le fonti e rivisto il materiale pubblicato sul sito Sguardi e storie con il fine di comprendere come, a partire dall’inquadratura, e dagli altri elementi del linguaggio specifico audio-visivo, sia possibile affrontare l’analisi e la descrizione, decodificandole e contestualizzandole, delle fotografie di famiglia, che ci rimandano a un mondo lontano, quello dei nonni e dei propri genitori.

Proprio grazie alla ricerca e all’esame delle foto degli album di famiglia i ragazzi hanno potuto scoprire intrecci di storie familiari, a loro per lo più sconosciuti, venendo a conoscenza, tra l’altro, di avvenimenti e figure famigliari, che hanno supportato e reso loro più concreta la storia studiata sui libri di scuola. Pian piano, gli studenti hanno compreso quanto lo studio della storia sia importante, anche perché grazie ad essa forse si è più in grado di capire “chi siamo, cosa vogliamo e dove vogliamo andare”, con l’auspicio, o la speranza mai perduta, che sia possibile fare tesoro degli errori del passato.

L’uso della fotografia nello studio della storia è determinante per le generazioni attuali e per le future, perché essa svolge un ruolo cardine nella rappresentazione, nel ricordo e nella testimonianza di un evento, di un fenomeno, della storia di una persona e di una famiglia… E’ una fonte fondamentale, parte integrante della cultura (di elité e popolare) e del costume.

Quest’anno, ai ragazzi ho pensato di proporre il tema “La  donna e le trasformazioni sociali  e culturali attraverso le foto di famiglia”. Sono emerse storie di donne che, seppure apparentemente semplici e non scevre da stereotipi e da certe mentalità, hanno però contribuito al cambiamento più generale del ruolo delle donne nella società contemporanea, ancor prima di arrivare alla consapevolezza personale di questo stesso cambiamento.

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Le espressioni usate dai ragazzi per descrivere le qualità, le attitudini, ispirate loro dai ritratti delle nonne, madri, bisnonne, sono spesso state: “dolcezza e determinazione”, “semplicità e amore per le proprie origini”, “essere più che apparire”, “tenacia accompagnata al sorriso”, “fantasia e collaborazione”. Espressioni che hanno connotato i loro racconti delle trasformazioni a cui le donne e gli uomini della propria famiglia sono stati sottoposti, sottolineando l’impegno che le donne di ieri e di oggi abbiano dovuto e debbano dimostrare nel lavoro, di come il dolore non le abbia fatte soccombere e mai abbattere, anzi le abbia aiutate a ritrovare la forza per andare avanti. Non ultimo, il racconto dell’amore per i viaggi di molte donne. Per i ragazzi, al di là di alcuni ritratti agiografici, sono stati tanti gli insegnamenti che queste donne hanno potuto trasmettere loro, ai nipoti, e tante le proposte di lettura che gli alunni hanno suggerito nel presentare il materiale fotografico di famiglia.

Ringrazio Letizia Cortini per avermi sostenuta e supportata a distanza, per l’aiuto nella pubblicazione dei lavori degli alunni. Ringrazio i ragazzi della III A che hanno tutti partecipato al progetto, aiutandosi vicendevolmente, direi anche con affetto in questo momento di crescita.

Ecco il link ai loro lavori! Buona lettura :).