Napoli al tempo del Covid-19, marzo-aprile 2020, Antonietta Gioia

Ecco lo sguardo di un’altra insegnante che “documenta” una giornata, in questo periodo “di sospensione”. Il privato si fa pubblico e viceversa per trasmettere positività [ndr]

Per una migliore visualizzazione si consiglia di cliccare sulla prima immagine quindi di scorrere le altre con le freccette.

Napoli al tempo del Covid-19, marzo-aprile 2020, Valeria De Laurentiis

Una insegnante “documenta” una giornata … ed è poesia… [ndr]

Musica: Brian Eno, An ending, 1983 (a questo link, attivare mentre si “sfogliano” le slide).

Per una migliore visualizzazione si consiglia di cliccare sulla prima immagine, dopo avere avviato la musica, quindi di scorrere le altre con le freccette.

 

 

Nonna Tina e la creazione di una grande famiglia, di Ciro De Vincenzo

Sono contento di partecipare anche quest’anno al progetto “Sguardi e Storie” giunto alla terza edizione, posso così ricordare mia nonna Tina che purtroppo non ho potuto conoscere, ma della quale papà mi ha sempre parlato tanto. Attraverso le foto che ho raccolto e i racconti di mio padre e dei miei zii ripercorrerò le tappe più importanti della sua vita, il matrimonio e la creazione di una grande famiglia.

Nonna Tina, all’anagrafe Concetta Elefante, nasce a Napoli nel 1931 in una famiglia medio borghese (il papà era un commerciante), quando l’Italia era oppressa dal regime fascista. Ha solo 8 anni quando scoppia la Seconda Guerra Mondiale che sconvolge la sua infanzia e della quale la nonna ricorderà sempre il terrore, il rumore dei bombardamenti, la permanenza nella casa di campagna, le privazioni e la fame, perché il cibo durante la guerra scarseggiava. Quando finisce la guerra è oramai un’adolescente, una ragazza molto bella.

Nella foto del 1949, ha 18 anni! La foto in bianco e nero è realizzata da uno studio fotografico “La Casa del dilettante” di Napoli, come ho potuto leggere sul fronte dell’immagine. Curiosa denominazione!  Era una consuetudine dell’epoca rivolgersi a fotografi di professione per farsi ritrarre. La nonna è fotografata a mezzo busto, di profilo e con il viso e lo sguardo rivolto verso l’obiettivo, ha un’espressione sorridente, è molto bella e naturale, sembra spensierata, ha gli occhi che sembrano sognanti, i capelli che arrivano alle spalle e indossa una giacca di colore scuro. Il modello dei ritratti era quello delle dive americane, i cui film, dopo la guerra tornarono ad essere visti in Italia.

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Siamo nel 1951, eccola in posa in un’altra foto in bianco e nero realizzata sempre dallo studio fotografico “La Casa del dilettante”. Purtroppo la fotografia è molto rovinata. In quest’immagine la nonna è una giovane ventenne, è fotografata a figura intera, poggiata su uno sgabello di legno che si intravede dietro di lei e ha la testa leggermente girata a sinistra e guarda nella stessa direzione con un’espressione seria. Indossa un abito a mezze maniche molto elegante, lungo e ampio, di colore scuro con balze in pizzo bianco, sembra stringere un ventaglio nella mano destra, indossa un filo di perle scure e scarpe nere con il tacco. I capelli sono corti e ha un filo di rossetto scuro sulle labbra. Forse era un’occasione particolare, una festa…

Questa foto è quella del matrimonio con nonno Ciro nel 1952. Purtroppo l’immagine è un po’ sfocata. Ciò che si può notare nella foto oltre alle loro espressioni felici e i loro abiti eleganti, è la presenza di tanti bambini al loro fianco. Fu un’idea del fotografo ritrarli insieme a tanti bambini, disse che era di buon augurio per la creazione di una grande famiglia, e così è stato con la nascita di 8 figli.

In questa foto Nonna Tina è al matrimonio di un parente, è il 1953. La nonna ha ventidue anni ed è bellissima, al suo fianco il giovane marito Ciro e in braccio alla nonna la loro prima figlia, zia Imma. Di fianco al nonno, la mia bisnonna paterna Concetta Gioiello. In questa foto la nonna indossa un abito tipico della moda degli anni ’50, un abito con lo sfondo bianco e tanti fiori stampati, lungo e ampio con uno scollo a V, degli eleganti guanti neri e le scarpe nere con il tacco, ha i capelli neri raccolti, degli orecchini pendenti e il rossetto rosso che lei e le sue coetanee amavano molto. Le notevoli differenze che si possono notare in questa foto sono il modo di vestirsi, infatti possiamo vedere che mia nonna indossa un abito lussuoso e molto di moda per l’epoca. Guardando la foto si può intuire che la cerimonia si è svolta probabilmente in una casa o in una sala presa in fitto per l’occasione, per ricevere parenti e amici degli sposi, perché in quell’epoca non tutti potevano permettersi molte spese per un matrimonio.

Tra la metà degli anni ‘50 e l’inizio degli anni ’60 inizia quel processo di prosperità dell’Italia che poi sarà chiamato “miracolo economico” caratterizzato da una forte crescita economica e sviluppo tecnologico dopo l’iniziale fase della ricostruzione. Questo consentì un miglioramento della vita e molte invenzioni utili nella vita privata e lavorativa; aumentarono le industrie e questo consentì la produzione di grandi quantità di beni richiesti dal mercato. I simboli del benessere erano diventate le automobili, simbolo di indipendenza e di libertà di movimento, ci fu la nascita della televisione italiana con inizio delle trasmissioni il 30 gennaio 1954, la produzione di elettrodomestici, il turismo.

Facendo delle ricerche su questi anni, ho scoperto che nel 1953 furono insigniti del Premio Nobel Winston Churchill per la letteratura (non lo avrei immaginato…) e George Marshall per la Pace, in considerazione del contributo che aveva dato alla rinascita economica europea dopo la guerra (grazie al cosiddetto Piano Marshall); entrambi erano stati grandi protagonisti durante il secondo conflitto mondiale.

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Ecco ancora Nonna Tina sorridente e fiera in questa foto scattata del 1962, dove la troviamo insieme ai suoi primi 4 figli: Imma, la primogenita, Giuseppe a sinistra, Salvatore a destra e Mariano il più piccolo, che ha solo un anno, in braccio a lei. Anche questa foto è stata scattata in uno studio fotografico, con una inquadratura frontale a figura intera. Quello che si nota subito in questa foto è il modo elegante in cui sono vestiti i figli e la madre. L’abbigliamento dei bambini dell’epoca come le scarpe e le acconciature dei capelli erano piuttosto classiche, completamente diverso dal nostro modo di vestire, che è sportivo e informale. Chiaramente lo nonna li aveva ben vestiti e pettinati proprio per l’occasione, la foto di famiglia. Alcuni sorridono in modo un po’ forzato… E’ una bella messa in scena però! Non so perché non ci fosse il nonno…

Nel periodo estivo la nonna si trasferiva con la famiglia nella villa di Torre del Greco, un Comune in provincia di Napoli situato tra il Vesuvio e il Golfo di Napoli, dove per un periodo della sua vita soggiornò Giacomo Leopardi che qui compose La ginestra e Il tramonto della luna. Torre del Greco è nota nel mondo anche per la lavorazione dei coralli, dei cammei e della madreperla. Non ho trovato una foto della sua automobile, una luccicante Ford Taunus di colore grigio, che in estate la nonna usava ancor di più; ogni giorno tutti a bordo dell’auto della nonna erano diretti alla litoranea di Torre del Greco, un lungomare all’epoca bellissimo, quando l’acqua era pulita e si poteva fare il bagno in tutta tranquillità. Nel fine settimana arrivava il nonno e spesso amici e parenti con i quali trascorrevano delle belle giornate e serate in allegria sotto il patio circondato da profumatissimi alberi di agrumi. La nonna amava molto ricevere, c’erano sempre tavole imbandite. Nel tempo libero leggeva riviste e amava rileggere i biglietti e le lettere dei figli, che custodiva in un cofanetto nel suo comodino e dietro le lettere scriveva delle frasi affettuose. Gli anni ’80 sono gli anni dei viaggi, delle crociere nel Mediterraneo con tutta la famiglia, delle vacanze a Maiorca, Viareggio e a Taormina, tutte località che le piacevano moltissimo.

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La nonna è stata una donna autonoma, generosa, energica e sorridente, impegnata nella crescita e nell’educazione dei figli, amorevole verso i nipoti, era molto religiosa e devota alla Madonna di Pompei e alla Madonna di Lourdes ed era molto orgogliosa dell’impegno che i figli, a partire dagli anni ’80, avevano assunto come dame e barellieri dell’Unitalsi per accompagnare gli ammalati in Pellegrinaggio a Lourdes. Ecco qui una  foto degli anni ’80 scattata a Lourdes durante un Pellegrinaggio, la nonna sorridente è a cena in albergo, di fianco a lei c’è mio padre Paolo, i miei zii, mia zia e degli amici.

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Voglio chiudere con questa foto del gennaio del 1996 in cui tutta la grande famiglia De Vincenzo è riunita per festeggiare l’onomastico di Nonno Ciro. La nonna è sul lato centrale destro della foto, di fianco a lei nonno Ciro e alla sua destra mio padre, tutt’intorno ci sono tutti i miei zii, le mie zie e i miei tanti cugini.

Questo è stato un bel lavoro che mi ha permesso, scavando tra le molte foto, di scoprire avvenimenti storici, e fatti sulla mia famiglia a me sconosciuti che ho potuto sapere grazie ad un passo indietro nel tempo e al ricordo di molte persone per me importanti nella mia famiglia!!! E’ stata l’occasione per conoscere meglio Nonna Tina e pensare che ciò che oggi possiamo essere è grazie alla sua esistenza e sono sicuro  che sarebbe  felice che io abbia pensato a lei.

La felicità della donna, di Marta Polisi

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A casa di mia nonna  Maria Luisa ho trovato questo album al cui  interno ci sono le foto più importanti della sua vita, ovviamente ce ne sono poche perché all’epoca non era semplice riuscire a scattare foto. Ci sono foto dei suoi cugini, dei suoi fratelli, del suo gatto, della mia bisnonna o ancora il primo televisore.

Nella prima foto sono rappresentate mia nonna e le sue 2 cugine, le quali entrambe si chiamavano Maria Rosaria. Si può notare che erano vestite in maniera piuttosto elegante. Per una serata al Circolo Della Stampa indossavano tutte un cappotto lungo con  piccole borsette tenute in mano, le scarpe  hanno un piccolo tacco. Nella seconda foto sono ritratti: il fratello di nonna, sua cugina e lei. Il fratello di nonna Carlo, indossa uno smoking; mia nonna un vestito in seta; e la cugina di nonna un abito bianco con piccole decorazioni ricamate. Tutti avevano un grande sorriso. Questa foto è stata scattata durante la serata.

Queste due foto sono state scattate a Sant’Agata come si può notare dalle brevi didascalie scritte da mia nonna. Nella prima sono rappresentati il mio bisnonno a sinistra, la mia bisnonna al centro e mia nonna a destra. Nella seconda foto troviamo mia nonna in una posa un po’ scherzosa, seduta su di un muretto a Sant’Agata. Una cosa che ho notato subito è che il formato di queste fotografie è molto simile alle attuali polaroid.

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Questa foto è stata scattata a Sorrento. Sono rappresentate 3 donne: mia nonna, e le sue cugine. Si può notare dal colore grigio chiaro della foto che quel giorno era molto soleggiato. Mia nonna (a destra) indossava un vestito con una fantasia floreale e una bandana sul capo per reggere i capelli, indossava anche un paio di occhiali con una forma schiacciata. Al centro sua cugina, con un vestito bianco con un piccolo laccetto sulla vita, non indossava nessun accessorio in particolare solo un semplice orologio al polso. Poi sulla sinistra l’altra sua cugina indossava un semplice vestito bianco con un fiocco sul petto, e come mia nonna mantiene nella mano una borsa da spiaggia.

 

Anche in queste foto come in quella precedente, mia nonna, si trovava a Sorrento. Nella prima, come si legge sotto «M. Luisa a Sorrento (hotel Cocumella)», è stata scattata fuori l’hotel dove alloggiavano quando andavano a Sorrento. Mia nonna è sorridente perché le piaceva molto andare lì per le vacanze. Era vestita in maniera molto elegante: Una gonna stretta lunga fino al ginocchio e una giacchetta chiusa con dei bottoni molto grandi. I capelli erano legati con una molletta dietro e indossava degli occhiali da sole. Le scarpe erano aperte sopra e con un piccolo tacchetto. Nella seconda era nel giardino dell’hotel in piedi su di un tavolo. Indossava un giaccone marrone, che ha ancora adesso conservato, sopra il quale aveva attaccato una spilla. Ha entrambe le mani nelle tasche e sul polso sinistro è poggiata una borsetta. In testa l’acconciatura è coperta da un cappellino che copre circa metà testa.

Queste foto sono state scattate a Sorrento, nel giardino dell’hotel. Nella prima sono rappresentati tutti i cugini con mia nonna, in una posa scherzosa come se stessero giocando a nascondino. A sinistra c’è suo cugino Carlo, vestito con una semplice polo bianca e dei jeans; a destra dell’albero mia nonna la quale indossa un vestito a pois, e le due cugine. Mia nonna mi ha raccontato che questa foto è stata scattata dallo zio che accompagnava sempre tutti i cugini lì a Sorrento. Nella seconda si può notare la somiglianza di mio padre con lo zio Carlo (quello a destra). A partire da sinistra troviamo mia nonna, il cugino Mario, la cugina, il cugino Carlo e l’altra cugina. Le 3 ragazze indossavano i tipici abiti degli anni 60’: Le righe, i pois e le gonne lunghe. Anni prima a Sorrento venne prolungata la linea ferroviaria fino a Castellamare, in questo modo si apriva un nuovo mondo ricco di opportunità turistiche. E successivamente negli anni 60’  arrivò fino a Pompei.

Nella prima foto sono rappresentati la mia nonna e suo fratello Mario a cui era ed è ancora oggi molto legata. Si può notare dai graziosi cappellini e i coriandoli che si trovavano a una festa di carnevale. Nella seconda foto, sono invece rappresentate le 2 cugine con mia nonna. Tutte avevano uno splendido sorriso divertito. Indossavano, come nella prima, il cappellino.

Mia nonna tra le sue tante passioni aveva quella di visitare, nella prima foto troviamo ritratto tutto il gruppo di amici di mia nonna in gita sul Vesuvio.
Risalta subito all’occhio il ragazzo sullo sfondo che fa il gesto delle corna con le mani, stile che è rimasto fino ad ora. Mia nonna è quella che risalta in primo piano con una gonna con piccole stampe. Nella seconda invece era in gita a Paestum, davanti ad un monumento. Lei è ritratta di profilo con il volto girato verso l’obbiettivo. Indossa un lungo cappotto e delle ballerine, come si può notare dall’espressione è molto felice di essere li. È importante ricordare che alcuni templi a Paestum, in quegli anni, vennero danneggiati dalla gente del posto, durante l’occupazione delle terre da parte dei contadini, purtroppo senza rendersi conto del valore delle antiche rovine e degli antichi fasti di quelle comunità.

In queste foto l’espressione di mia nonna mostra tutta la sua felicità nel aver ricevuto in regalo i suoi primi mezzi di trasporto. Naturalmente sono in diversi anni, l’automobile (una fiat 500) per i suoi 18 anni, mentre lo scooter per i suoi 23 anni. Mi ha raccontato che quando andava in giro si sentiva libera perché era in grado di poter raggiungere le sue amiche che abitavano fuori zona, ed inoltre si riteneva molto fortunata essendo che in quegli anni non tutte le donne ottenevano questa libertà che lei era stata concessa. La prima fabbrica Fiat fu fondata da Emanuele Bricherasio e Giovanni Agnelli nel 900, le prime macchine erano a vapore, poi successivamente vennero realizzate macchine come quella presente nella foto: più lente ma facilmente utilizzabili. Vennero costruiti anche camion adatti al trasporto e gli autobus come mezzo pubblico.

 

Qui troviamo la mia bisnonna, una donna vissuta ben 97 anni. È stata soprannominata dai miei zii e mio padre «nonna nostra» in verità non so bene il perché, ma ormai è tradizione chiamarla così. Una donna molto particolare e con un cuore d’oro. La nonna mi racconta spesso di lei e del suo gatto «Luna» che guardava la televisione e non si poteva cambiare canale altrimenti si  dispiaceva oppure quando si scocciava di stirare e allora metteva tutte le lenzuola sotto i cuscini del divano e ci si sedeva sopra affermando di aver stirato per ore. Negli ultimi anni di vita restava sempre vicino la culla di mio fratello e cuciva con la lana copertine e sciarpe.

Ragazzi di Napoli ed emergenza Covid-19: sguardi e sentimenti della III A

In collaborazione con il progetto Cinefotoeduca per il quale il presente lavoro è stato realizzato, condividiamo anche su questo sito i risultati delle riflessioni dei ragazzi della III A.

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Sono la professoressa Antonietta Gioia. Con questo progetto, che ha coinvolto due delle mie classi di quest’anno, la II A (qui il link anche ai loro lavori) e la III A, ho avuto la possibilità di dare agli studenti l’opportunità di riflettere su questo momento difficile, attraverso “un click” e a me di fare riflessioni personali.  Grazie ragazzi!

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I ragazzi della III A della scuola media Viale delle Acacie di Napoli, professoressa Antonietta Gioia

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Sguardi e … storie di donne. Le riflessioni di Antonietta Gioia

Sono Antonietta Gioia e per il secondo anno partecipo al progetto Sguardi e Storie.

Nell’anno scolastico precedente ho lavorato con due classi (la II A e la III A) e mi sono presentata così (link alla presentazione).

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Nell’anno scolastico 2019/20 ho partecipato quindi per la seconda annualità a Sguardi e Storie con la classe III sez. A, sebbene la scuola S.M.S. Viale delle Acacie abbia avviato questa interessante iniziativa già dall’a.s. 2017/2018.

Le finalità sono state le stesse degli anni precedenti: diffondere l’uso delle fonti audiovisive e fotografiche per la scoperta della storia, degli immaginari storici, delle modalità di rappresentazione della storia nel cinema e nella fotografia e imparare a cimentarsi con il loro uso e riuso creativo in nuove narrazioni. Quest’anno il progetto è stato realizzato in autonomia, dopo la formazione svolta con Letizia Cortini negli anni precedenti (si vedano i Diari di lavoro degli scorsi anni scolastici).

Con la classe III A sono state rilette le fonti e rivisto il materiale pubblicato sul sito Sguardi e storie con il fine di comprendere come, a partire dall’inquadratura, e dagli altri elementi del linguaggio specifico audio-visivo, sia possibile affrontare l’analisi e la descrizione, decodificandole e contestualizzandole, delle fotografie di famiglia, che ci rimandano a un mondo lontano, quello dei nonni e dei propri genitori.

Proprio grazie alla ricerca e all’esame delle foto degli album di famiglia i ragazzi hanno potuto scoprire intrecci di storie familiari, a loro per lo più sconosciuti, venendo a conoscenza, tra l’altro, di avvenimenti e figure famigliari, che hanno supportato e reso loro più concreta la storia studiata sui libri di scuola. Pian piano, gli studenti hanno compreso quanto lo studio della storia sia importante, anche perché grazie ad essa forse si è più in grado di capire “chi siamo, cosa vogliamo e dove vogliamo andare”, con l’auspicio, o la speranza mai perduta, che sia possibile fare tesoro degli errori del passato.

L’uso della fotografia nello studio della storia è determinante per le generazioni attuali e per le future, perché essa svolge un ruolo cardine nella rappresentazione, nel ricordo e nella testimonianza di un evento, di un fenomeno, della storia di una persona e di una famiglia… E’ una fonte fondamentale, parte integrante della cultura (di elité e popolare) e del costume.

Quest’anno, ai ragazzi ho pensato di proporre il tema “La  donna e le trasformazioni sociali  e culturali attraverso le foto di famiglia”. Sono emerse storie di donne che, seppure apparentemente semplici e non scevre da stereotipi e da certe mentalità, hanno però contribuito al cambiamento più generale del ruolo delle donne nella società contemporanea, ancor prima di arrivare alla consapevolezza personale di questo stesso cambiamento.

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Le espressioni usate dai ragazzi per descrivere le qualità, le attitudini, ispirate loro dai ritratti delle nonne, madri, bisnonne, sono spesso state: “dolcezza e determinazione”, “semplicità e amore per le proprie origini”, “essere più che apparire”, “tenacia accompagnata al sorriso”, “fantasia e collaborazione”. Espressioni che hanno connotato i loro racconti delle trasformazioni a cui le donne e gli uomini della propria famiglia sono stati sottoposti, sottolineando l’impegno che le donne di ieri e di oggi abbiano dovuto e debbano dimostrare nel lavoro, di come il dolore non le abbia fatte soccombere e mai abbattere, anzi le abbia aiutate a ritrovare la forza per andare avanti. Non ultimo, il racconto dell’amore per i viaggi di molte donne. Per i ragazzi, al di là di alcuni ritratti agiografici, sono stati tanti gli insegnamenti che queste donne hanno potuto trasmettere loro, ai nipoti, e tante le proposte di lettura che gli alunni hanno suggerito nel presentare il materiale fotografico di famiglia.

Ringrazio Letizia Cortini per avermi sostenuta e supportata a distanza, per l’aiuto nella pubblicazione dei lavori degli alunni. Ringrazio i ragazzi della III A che hanno tutti partecipato al progetto, aiutandosi vicendevolmente, direi anche con affetto in questo momento di crescita.

Ecco il link ai loro lavori! Buona lettura :).

La magia della moda che affascina le donne di ogni epoca, di Alessandro Montieri

Ho deciso di parlare delle donne affrontando  la moda che fin dall’antichità affascina quest’ultime.  Attraverso  le foto di famiglia, ho descritto e paragonato la moda degli anni ‘60 con quella degli anni ‘90.

In queste prime due foto troviamo raffigurata la madre di mio nonno, Rosa, donna robusta ma allo stesso tempo dolce, che nella prima foto si accinge a salire sul bus che condurrà poi lei e tutta la famiglia a Roma, e nella seconda è raffigurata seduta su una delle fontane in Piazza San Pietro a Roma. Ci troviamo nel 1960. Le donne, per la maggior parte, seppur più libere, rispetto a un passato prima della seconda guerra mondiale, continuano ad “avere i bastoni fra le ruote”, non lavorano ma si dedicano soprattutto alla casa e alla cura dei figli. Anche la moda per le donne non è molto variegata, per le famiglie meno ricche e fortunate. Lo notiamo nella prima foto dove c’è Rosa con un vestito comodo e largo che evidenzia leggermente il punto vita con trama geometrica. Se facciamo attenzione, però, possiamo notare che poco più in alto, già salita nel bus, c’è un’altra donna, con un vestito  identico per modello e  colori. Se invece ci focalizziamo sui trasporti, subito in primo piano troviamo il classico autobus Fiat Modello Rosanna che negli anni ‘60 era il più gettonato, un modello spesso colorato, semplice con forme morbide, fari rotondi, porte scorrevoli e paraurti sporgenti. Già i primi anni ‘60 furono duri per il mondo intero, il presidente degli USA Kennedy fu assassinato a Dallas ed i sovietici cominciarono la costruzione del Muro di Berlino. Ma non ci furono solo avvenimenti disastrosi, infatti in questo periodo nasce la cosiddetta “Corsa allo spazio”  che si concluse il 21 luglio 1969 con lo sbarco sulla luna di Neil Armstrong.

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In questa foto troviamo raffigurata mia nonna paterna, Maria, che siede sul muretto del terrazzo di casa. Questa foto è a nonna molto cara; infatti la conserva in una cornice multipla al fianco del comodino. La storia di questa foto è però molto particolare, infatti mia nonna mi ha raccontato che quando lei aveva circa 16 anni, arrivò, a lei e a sua cugina Rosaria, un pacco proveniente dall’America che le era stato mandato dallo zio emigrato lì.  Il pacco conteneva 2 paia di pinocchietti per Maria e Rosaria, lo zio infatti sapeva che in Italia le donne non potevano portare i pantaloni, ma dato che in America questo era già concesso alle donne, decise di farli arrivare anche qui. Mia nonna quando li vide rimase ammaliata e per non farsi scoprire da sua madre, donna rigida ma allo stesso tempo gentile, salì sul terrazzo insieme a sua cugina, indossò i pantaloni, e si fece delle meravigliose fotografie come quella che sto mostrando. Successivamente, per non essere rimproverata, prima di rientrare in casa si tolse i pantaloni per poi riporli nuovamente nella scatola e nasconderli. Già in questo periodo possiamo quindi capire che le donne iniziavano a “ignorare” le regole a loro imposte e a sentirsi libere di fare ciò che volessero, cioè cominciavano a “trasgredire”.

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Bellezza simbolo degli anni ’60 era Twiggy, donna che divenne la  top-model  per eccellenza, grazie anche al pesante trucco degli occhi  e al taglio di capelli infantile, studiato per lei dal celebre parrucchiere Leonard nel 1966. Come per incanto, divenne il volto del decennio.

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Qui invece vengono immortalati i miei nonni paterni, Maria e Vincenzo, il giorno del loro matrimonio il 15 settembre 1966 nella chiesa di San Biagio a Mugnano, a Napoli. Notiamo l’emozione negli occhi di entrambi … il nonno porta uno smoking classico che tuttoggi è molto utilizzato dagli uomini nelle situazioni formali, Vincenzo però si differenzia dalla massa non utilizzando la cravatta bensì un papillon molto stretto rigorosamente nero; sul bordo della giacca troviamo dei fiorellini bianchi abbinati con quelli del vestito della sposa. Maria invece indossa un abito bianco che però, cosa usuale per l’epoca, non era stato acquistato bensì era stato fittato, in modo da risparmiare, con lo svantaggio però che ad oggi lei non lo ha e potrà ricordarlo solo tramite le fotografie. Questo aveva un corpetto abbastanza semplice, decorato sullo scollo con del pizzo floreale che continua fino alla spalla, la vita era invece accentuata da una cintura di fiorellini bianchi e graziosi, la gonna infine era larga e vaporosa senza troppe particolarità. Infatti , come quello del nonno, lo stile del suo abito era uno stile molto attuale e per nulla antico. Il velo era morbido e lungo, decorato da alcuni fiori sulla cima. Il bouquet invece era molto largo con fiori rosa e gialli. Un particolare che possiamo notare è che la mano di mia nonna, che tiene quella del nonno, porta un guanto in raso bianco, tipico dell’epoca; infatti questi  non erano un  accessorio indispensabile ma avevano il compito di dare un tocco di eleganza, ricchezza e raffinatezza in più alla sposa.

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In questa foto vengono raffigurate 3 donne: queste sono la madre di mia nonna Giuseppina, sua cugina Maria e sua sorella Luigia, le tre vengono fotografate proprio da mia nonna mentre giocano con dei fucili da bambini.  Possiamo notare quanto queste si stiano divertendo con poco, nonostante fossero in età avanzata, cosa che oggi invece non accadrebbe con tanta disinvoltura; le tre si trovano nel viale di casa, ricco di alberi e indossano abiti larghi e comodi, da cui possiamo dedurre che ci troviamo in un mese freddo data la presenza di maniche lunghe e giacchini. Cosa che accomuna tutte le donne dell’epoca è sicuramente il taglio di capelli; come notiamo  Maria e Giuseppina portano un taglio di capelli molto simile, se non uguale, mentre Luigia si differenzia portando i capelli più corti. Gli anni ‘60 infatti furono anni di ribellione, sia per quanto riguarda la moda, sia altre battaglie per i diritti civili e politici, compreso il diritto all’uguaglianza contro il razzismo in America.

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Le donne negli anni ‘60 decidono di combattere, così esce il film “Hidden Figures” diretto da Theodore Melfi, a noi noto come “ Il Diritto di contare”, film che attraversa l’argomento dei diritti delle donne nere negli USA negli anni ’60, più in particolare il diritto delle donne nere con alte competenze scientifiche e di calcolo di far parte della NASA.

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In quest’immagine è invece raffigurata mia madre Barbara in Andalusia nel 1993; andando avanti negli anni le donne acquisiscono autonomia e libertà, ovviamente anche lo stile e la moda cambiano molto. Per esempio, in questa foto mia madre indossa un tubino semplice con una riga nel mezzo per dividere il giallo dal marrone, e al ginocchio; notiamo anche che a differenza degli anni ’60, le donne osano molto di più anche in situazioni informali come la visita di un posto nuovo. Barbara indossa uno zainetto  in eco pelle giallo invece di una borsa, per essere più comoda, ai piedi invece porta un paio di Superga, scarpe simbolo di quegli anni, bianche, con una suola rialzata in modo da essere più femminili. Al polso, invece, ha un orologio molto grosso e poco femminile, sui toni del blu, cosa che le donne degli anni precedenti non avrebbero osato fare. Come accessori Barbara indossa due orecchini d’oro con un collier abbinato. Negli ultimi anni inoltre entra in voga il trucco molto evidente, rossetti sgargianti ed ombretti scuri sono i più gettonati mentre negli anni sessanta la maggior parte delle donne era “acqua e sapone”.

Gli anni ‘90 sono stati un decennio in bilico fra le certezze di un passato vissuto sopra le righe e le incognite di un millennio tutto da scoprire. Il pezzo forte di abbigliamento che le donne erano fiere di sfoggiare agli inizi degli anni ’90, ereditata dalla “rivoluzione” dopo il sessantotto, era sicuramente la minigonna, nata con Coco Chanel negli anni ’20 ma messa in pratica solo successivamente. La minigonna andando avanti negli anni andava sempre ad accorciarsi, si arrivò cosi alla micro tunica londinese, minigonna estrema che le donne non portavano per esibizionismo ma per necessità: quest’ultime infatti erano stufe di gonne lunghe e sottovesti che le ingolfavano.

In queste ultime foto del mio contributo vengono rappresentate nella prima foto mia nonna Maria, nella seconda mia madre Barbara e nella terza Barbara e sua sorella Sabrina. Nella prima foto Maria è appoggiata alla struttura di uno spogliatoio presso il Lido Napoli a Baia. La prima cosa che salta all’occhio in questa foto è sicuramente il costume che Maria indossa, che  per noi giovani potrà sembrare un costume antico e poco adeguato, ma per l’epoca era un costume anche molto scoperto dato che la maggior parte dei costumi da mare femminili arrivavano anche a mezza coscia. Il costume, a tinta unita con stampa floreale sui colori del rosa al centro, presenta delle spalline molto sottili con un uno scollo non molto accentuato, nella parte bassa il costume arriva poco sopra la coscia a mo’ di minigonna, mentre i capelli sono tenuti raccolti da un fascia floreale che lascia fuoriuscire qualche ciocca.

La seconda foto rappresenta mia madre Barbara in una spiaggia libera vicino Napoli, fotografata da mio padre come notiamo dall’ombra sulla sabbia. La prima cosa che salta all’occhio è soprattutto la diversità tra il costume di Barbara e quello di Maria. Barbara infatti indossa uno dei modelli di costumi da bagno più gettonato, un bikini a sfondo azzurro con trama a pois, lo slip, molto particolare, è a vita alta mentre il pezzo superiore è impreziosito dalle spalline rosa che lo contornano interamente e da dei laccetti che tengono unite con un nodo le due coppe.

Infine, nell’ultima foto sono rappresentate Barbara e Sabrina, in Calabria, più precisamente a Sibari; le due indossano dei costumi interi molto scollati e particolari, quello di Sabrina color petrolio con scollo profondo e molto sgambato e quello di Barbara bianco con scollo pronunciato e altrettanto sgambato, ma impreziosito da strisce che addolciscono la sgambatura. Entrambe portano capelli scuri e vaporosi con grossi orecchini a cerchio, argentati e vorticosi nel caso di Sabrina e bianchi e regolari nel caso di Barbara. Icone degli anni ‘90, da cui molte giovani ragazze prendevano esempio, erano sicuramente le Spice Girls, Madonna, Jennifer Lopez, Jennifer Aniston, Britney Spears e molte altre donne che hanno scritto la storia della moda.

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Termina così il mio progetto sulle donne e la moda: è facile comprendere che, per quanto la moda abbia subito negli anni profondi cambiamenti, le donne siano sempre state capaci di seguirla, adattandosi, creandola, condizionandola e facendosi condizionare e apprezzando le novità stilistiche di ogni periodo.