Le donne in viaggio e l’emancipazione femminile, di Roberta Dal Fara

Le foto che ho trovato rovistando nel cassetto dei ricordi ritraggono alcune donne della mia famiglia in viaggio. Analizzando queste foto, oltre a scoprire quanto la mia famiglia in passato abbia viaggiato e quanto sia stato importante il lavoro al suo interno, ho avuto l’opportunità di capire come siano cambiate le donne nel corso del tempo. Inoltre ho potuto osservare le differenze tra le famiglie da cui provengo.

Viaggio in Grecia

La prima serie di foto che mostro è quella che ritrae il viaggio della famiglia di mio padre in Grecia. Ogni foto è descritta (naturalmente a mano)  sul retro da mio nonno, proprio come in un diario di bordo!

Ad esempio in una delle due foto seguenti sono ritratti mia nonna Angela e mio padre in campo medio, davanti all’entrata dello stadio di Olimpia nel 1990. Si può notare dai vestiti il forte caldo. Mia nonna indossava un vestito appena sotto il ginocchio color marroncino decorato con stampe floreali. Sicuramente questo vestito era stato creato proprio da lei. Infatti mia nonna essendo sarta amava creare vestiti su misura per lei.

A seguire, mio padre e mia nonna si trovano sempre ad Olimpia al laboratorio di Fidia, un famoso scultore dell’antica Grecia. Campo medio/lungo, dove è ben mostrato anche il contesto delle rovine archeologiche.

Nella prossima foto, mia nonna è ritratta, a mezzo busto, a Corfù nel 1990 durante il viaggio in Grecia. La nonna è raffigurata mentre guarda poeticamente l’orizzonte e lo splendido paesaggio marino. Indossa un vestito sui colori del verde acqua e del giallo. Infine crea dei punti luce con una collana d’oro e un paio di occhiali da sole che la proteggono dalla luce del caldo sole d’agosto.

foto 5 mia nonna a Corfù con il panorama sullo sfondo

Nella foto successiva mia nonna mio padre e mia zia sono seduti sulla parte più alta del Partenone, con alle loro spalle la vista dell’intera città di Atene. Possiamo notare l’abbigliamento di mia nonna, una maglietta nera e una gonna, e di mia zia, semplici pantaloncini e una maglietta nera per essere più comodi.

foto 6 papà, la nonna Angela e zia con dietro la città di Atene

Come descritto da mio nonno sul retro, la prossima foto ritrae mia nonna mentre cerca di arrampicarsi su una parete rocciosa molto ripida. Dopo poco infatti si ritira affaticata, probabilmente a causa delle scarpe poco adatte ad un’escursione poiché dei sandali con tacco. Inoltre si può notare come mia zia invece sia più facilitata grazie alle scarpe da ginnastica.

A seguire, invece, ci sono mia zia, mia nonna e mio padre mentre si rilassano in un albergo in riva al mare a Kato Ahia prima di rientrare in Italia. Sono vestiti in maniera molto comoda, pronti per ripartire!

La storia della famiglia di mio padre

La famiglia di mio padre può sembrare la tipica famiglia italiana degli anni ’90 ma come in tutte le famiglie dietro alla sua storia c’è un passato difficile che i nostri antenati hanno dovuto affrontare con coraggio e determinazione. Per questo ho deciso di raccontare la storia della mia bisnonna Giovanna (madre di mio nonno) che, nata nel 1914, ha vissuto sin da bambina, le due guerre più distruttive della storia del Novecento. La mia bisnonna, Giovanna Simkic, nacque in Jugoslavia per poi trasferirsi pochi anni dopo a Fiume (oggi situata in Croazia). Quando ancora era una ragazzina visse sulla sua pelle l’eccidio di Lippa, una strage nazifascista avvenuta il 30 aprile 1944, dove persero la vita i suoi genitori, che vide bruciare davanti ai suoi occhi in una Chiesa a causa dei tedeschi. Le foto che seguono sono state trovate sul web, all’interno della pagina di wikipedia dedicata alla storia di questo terribile massacro nazista.

Dopo la perdita dei genitori, rimase a Fiume, dove conobbe il mio bisnonno e dalla cui unione nacquero i suoi due figli, tra cui mio nonno. Dopo qualche anno dalla nascita di mio nonno, il marito morì in un incidente mentre lavorava all’Enel. La mia bisnonna fu costretta a crescere i figli da sola. Questo avvenimento segnò una vita già provata da un passato molto doloroso. Ecco un bellissimo ritratto in primissimo piano di profilo della mia bisnonna.

foto 11 la bisnonna giovanna da giovane

Un’altra serie di foto proviene dalla famiglia di mia madre, una famiglia completamente diversa da quella precedente. Le donne della parte materna hanno avuto l’opportunità di lavorare e di poter essere indipendenti.  A seguire propongo alcune cartoline che la mai bisnonna acquistò a Sorrento che però non sono state mai inviate. La prima ritrae la tarantella sorrentina, mentre la seconda una canzone o una poesia.

La seguente foto mi ha particolarmente colpito poiché inviata alla mia trisnonna da un’amica per salutare lei e i suoi bebè. La cosa che mi colpisce di più è che è stata inviata nel 1916 poco dopo la nascita del mio bisnonno (nel 1911), secondo di sette figli.

Questa invece è stata inviata alla mia trisnonna pochi anni dopo la cartolina precedente. Anche qui il mittente mandava saluti a tutta la sua famiglia.

foto 16 cartolina ragazza con i fiori

Nella foto seguente sono rappresentate le cugine di mia nonna affacciate al balcone della loro grande casa. Si può notare come, anche se adolescenti, le ragazze siano vestite in modo ordinato, con un’acconciatura raccolta. Le sorelle gemelle sono in compagnia del padre che si trova seduto in basso. La posizione in cu

i sono ritratte da una sensazione di spensieratezza e tranquillità anche se in quegli anni, appena dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’Italia viveva un periodo di sconforto per aver dato la fiducia al Duce che aveva coinvolto il paese in una guerra che aveva portato solo sangue e vittime.

foto 17 le gemelle affacciate al balcone

Nella prossima immagine è rappresentata la famiglia della cugina di mia nonna vestita in modo elegante, durante una gita al Lago d’Averno a Pozzuoli, dove si recavano spesso per andare in vacanza. La foto era stata scattata in autunno poiché tutti i componenti hanno un cappotto lungo e soprattutto perché si possono intravedere le foglie cadute degli alberi sullo sfondo. Non conosco quasi nessuno delle persone presenti nella foto però conosco bene la ragazza in ginocchio al centro, la zia di mia madre, zia Marinella. Appartenendo ad una famiglia benestante, ha avuto l’opportunità di studiare e di laurearsi in matematica. Dopo qualche anno dalla sua laurea. si è sposata e ha messo su famiglia, per questo ha scelto di non lavorare. Dobbiamo ricordare però che ai tempi era molto insolito proseguire gli studi, soprattutto per una donna. Fino agli inizi degli anni ’70 era raro che una donna frequentasse il liceo e addirittura la maggior parte delle donne si fermavano alla quinta elementare. Fino agli inizi della Seconda Guerra Mondiale, le donne non potevano accedere a lavori come avvocato, medico, notaio e docente universitario. Durante la Seconda Guerra mondiale però le donne esercitarono un ruolo molto importante. Trovandosi da sole a gestire la famiglia, iniziarono a lavorare come conducenti di tram, postine, impiegate ecc. guadagnavano soldi autonomamente ma non potevano spenderli come volevano. Dovevano occuparsi degli anziani e dei bambini della casa acquistando i prodotti essenziali per cucire vestiti, realizzare medicine e ingegnarsi con pochi ingredienti per cucinare i pasti della giornata. Svolsero un ruolo importante anche per i partigiani, ai quali, per esempio portavano il cibo sulle montagne. Molte persero la vita.

foto 18 famiglia di zia Marinella in vacanza al lago

famiglia di zia Marinella in vacanza al lago

La foto successiva è una delle mie preferite. Ritrae le mie prozie, la cognata e la cugina di mia nonna in fila per andare al San Carlo. Hanno un abbigliamento molto particolare ed elegante. La ragazza a sinistra una pelliccia che copre un vestito molto semplice probabilmente tinta unita. Le mani sono coperte da un paio di guanti di velluto e l’acconciatura è molto ben sistemata e raccolta. Ad arricchire il volto ci sono un paio di orecchini ricoperti di pietre preziose. La ragazza a destra indossa anche lei una pelliccia che ricopre il vestito di tulle. Come accessorio indossa un paio d’occhiali da sole e tiene in mano una pochette.

foto 19 le mie prozie al San Carlo

Nella seguente foto invece c’è mia madre con un’amica e i suoi figli durante una crociera. È vestita in modo elegante con una camicetta con un fiocchetto nero e dei pantaloncini neri sopra un paio di calze bianche. La signora a sinistra è elegante con un bel vestito.

foto 20 mia madre in crociera

Qui sotto è ritratta mia nonna davanti al bus turistico in Grecia. Indossa una maglietta e dei pantaloni che arrivano al ginocchio. Ai piedi indossa un paio di espadrillas colorate e annodate alla caviglia con un cordino.

foto 21 mia nonna davanti al bus turistico in Grecia

A seguire, si vede mia nonna ritratta in posa su una roccia appena arrivata in Costa Smeralda. Tutta la serie di foto che mia nonna scattò in Costa Smeralda è stata stampata dalla azienda fotografica statunitense Kodak, legata alle macchine fotografiche.

foto 22 mia nonna sulla roccia in Costa Smeralda

Qui è ritratta mia nonna in Costa Smeralda in un negozio del posto che vende vestiti e souvenir molto particolari realizzate con stoffe floreali. Mia nonna amava e indossava molto questo genere di vestiti.

foto 23 mia nonna in un negozio di abbigliamento tipico in Costa Smeralda

A seguire c’è mia nonna, sempre in Costa Smeralda seduta su un muretto con il porto alle spalle e il paesaggio del golfo. La fotografia sembra quasi un quadro con tanti colori accesi e puri che si accostano tra di loro e ci danno la tipica tranquillità di un paesaggio di villeggiatura. Questi sono solo alcuni dei viaggi di mia nonna. Dopo essersi trovata in una situazione molto difficile a soli 27 anni, decise di rimboccarsi le maniche e di iniziare a lavorare duramente. Iniziò a lavorare nel settore ottico un lavoro che le permise di girare il mondo e di esplorare posti nuovi facendo sempre nuove esperienze.

foto 24 mia nonna in Costa Smeralda davanti al porto

La prossima foto invece è più recente. Ritrae mia madre a Sorrento in viaggio con mio padre. La foto è stata scattata su una scogliera con il mare alle spalle. Si può notare quanto l’abbigliamento sia cambiato. Mia madre indossa una gonna con uno spacco e un top che lascia la pancia scoperta. Ai piedi invece un paio di sandali.

foto 25 mia madre a Sorrento

A seguire una foto che risale al viaggio dei miei genitori a Parigi. Mia madre è ritratta davanti alla cattedrale di Notre-Dame. Come si può notare dall’abbigliamento, a Parigi quel giorno c’era molto vento

foto 26 mia madre davanti alla cattedrale di Notre-Dame

Nella prossima si può notare mia madre davanti al museo del Louvre riconoscibile per l’ingresso dalla piramide in vetro.

foto 27 mia madre davanti al museo del Louvre

Infine questa foto ritrae mia mamma in viaggio di nozze a Sharm el-Sheikh nell’hotel in cui alloggiavano nella città egiziana.

foto 28 mia madre a Sharm el-Sheikh

In tutte queste foto viene forse testimoniata, almeno in parte, l’evoluzione della donna nel corso di 100 anni. A partire dall’inizio del Novecento, le donne iniziarono a partecipare a movimenti femministi per difendere i propri diritti, per dimostrare che avevano parità di diritti con gli uomini e che avevano diritto di voto. Oggi non tutte le donne del mondo hanno gli stessi diritti degli uomini, ma con la loro determinazione riusciranno a portare a termine  quest’obbiettivo ovunque.

Dedicato a mia nonna, di Lorenza Chianese, III E

La storia che voglio raccontarvi, è quella di mia nonna, Mariarosaria D’Avino, una persona davvero speciale, che ha vissuto e vive una vita dinamica e piena di amore. È nata nel pieno della Seconda Guerra Mondiale, l’8 Luglio del 1941, a Somma Vesuviana, seconda di cinque figli di cui quattro maschi.

Raffaele D’Avino (il padre di mia nonna) – Fotografo: Antonio Capuano- Somma Vesuviana, 1941 (13,2 x 8 )

In questa foto, a figura intera, è rappresentato il padre di mia nonna, Raffaele D’Avino. Nel 1941 era militare. Qui Indossa l’uniforme del 30° reggimento di fanteria. E’ un ritratto scattato in uno studio fotografico, come si capisce dal fondale dipinto e dalla colonnina con vaso su cui poggia la mano.

Raffaele faceva il pompiere ed era sposato con Assunta Parisi (prima di dieci figli!) che invece era casalinga. Vivevano a Somma Vesuviana. Quando Raffaele andò in guerra, nel 1941, Assunta era incinta di  due gemelle, di cui una sarebbe stata mia nonna. Dato che il bisnonno voleva essere presente al momento del parto, si misero d’accordo che Assunta si sarebbe finta malata grave così, ricevuta la comunicazione, il comando militare gli avrebbe dato il permesso di tornare. Nel 1941, quando venne il momento della nascita, l’unico ginecologo che c’era a Somma Vesuviana era andato in guerra anche lui, quindi chiamarono un’ostetrica che fece nascere prima mia nonna ma l’altra bimba la vollero far nascere il giorno dopo. Il cordone ombelicale si infettò morirono la bambina e anche Assunta, madre naturale di mia nonna. I parti avvenivano in casa e c’erano spesso rischi di morte per le donne. Ho trovato un video del 1953 nell’Archivio dell’Istituto Luce dedicato alle ostetriche e al loro ruolo a volte accanto al medico, altre volte in situazioni disagiate. Ci sono delle scene relative allo svolgimento del parto in una casa di un paese di campagna che mi hanno colpito molto. I parti in casa cominciarono a diminuire solo negli anni ’60.

Dopo l’accaduto, a Raffaele arrivò un telegramma con cui gli veniva comunicato il decesso della moglie ma lui, pensando al loro accordo, non si preoccupò. Solo all’arrivo a casa si trovò di fronte al tragico evento.

Raffaele D’Avino e Luisa Parisi, Somma Vesuviana, 1943 ( 13×8,5 )

Dopo questo lutto, Raffaele fu congedato perché vedovo con già due figli e, come accadeva spesso in quegli anni, si risposò con la sorella di Assunta, Luisa Parisi , per dare una madre ai bambini. In questa foto Raffaele e Luisa sono ritratti nel 1942, poco prima della partenza per il viaggio di nozze, a Pompei. Non deve stupire la meta della loro luna di miele, a pochi chilometri dalla città in cui vivevano, poiché non erano previsti lunghi viaggi per gli sposi a quei tempi; anche così era un lusso.

Luisa e Raffaele sono molto eleganti: lei indossa un tailleur e il cappotto di pelliccia, cappello, guanti e ha una bella borsa; lui veste con un cappotto tipico da viaggio, camicia cravatta e guanti.

Luisa Parisi (zia di mia nonna) e mia nonna, Somma Vesuviana, 1942- (13 ,2 x 8 )

Questa foto è stata scattata nel 1942 da un fotografo. La bimba seduta sul trespolo è mia nonna, Mariarosaria, all’età di diciotto mesi e la donna al suo fianco è Luisa, sua zia, che l’ha cresciuta da madre. Anche questa è una foto scattata in studio. Mi intenerisce perché penso che mia nonna non sapesse della morte della sua madre naturale; è luminosa ed ha un viso paffuto e lucido che mi fa pensare alle bambole di porcellana. Luisa è seria e leggo la tristezza nel suo sguardo che non guarda l’obiettivo, forse portava il peso del dolore per la perdita della sorella ed era consapevole della sua responsabilità. I loro sguardi non si incrociano; Luisa tiene per la manina la nonna, incapace di un gesto più materno.

Nessuno disse alla piccola Mariarosaria che Luisa non era la sua vera madre, fino a quando, a cinque anni, mentre stava a casa di sua nonna, vide una foto di Assunta. Chiese alla nonna chi fosse quella donna e lei le rispose che era la sua vera madre morta alla sua nascita. Mia nonna rimase sconvolta ed una volta tornata a casa sua, non fece domande e non tirò mai più fuori l’argomento. Nonostante questo, oggi mi racconta che quando la zia la sgridava e la richiamava, pensava sempre a come sarebbe stato se avesse avuto la sua mamma. Da queste foto non traspare nulla della guerra che era in atto però la nonna ricorda molto bene i momenti in cui, durante i bombardamenti, lei e il primo dei suoi fratelli dovevano correre nei “ricoveri”, in genere nelle cantine e negli scantinati dei palazzi.

Mia nonna a sinistra, al centro Vincenzo e a destra Giuseppe, fratelli di mia nonna , Somma Vesuviana, via Macedonia 54, 1951 ( 9,5 x 6,3 )

Questo scatto è del fratello di Luisa che veniva da Milano ed aveva acquistato una nuova macchina fotografica. Era il 1951: mia nonna è la bambina a sinistra, quello al centro è il fratello, Vincenzo che aveva tre anni, quello a destra è l’altro fratello, Giuseppe, all’età di sei anni. Il fotografo ha inquadrato, leggermente dal basso, i tre bambini che sembrano guardare l’obiettivo con un misto di timore e sorpresa. Mariarosaria mette una mano protettiva sulla spalla del fratello più piccolo che come l’altro ha in mano un monopattino con una sola rotella. I monopattini li avevano montati i due fratelli. Funzionavano così: un bambino guidava il monopattino spingendolo in avanti e gli altri dovevano rincorrerlo. Giocavano tutti i giorni in cortile al salto alla corda, alla campana, improvvisavano recite e organizzavano tanti altri giochi all’aria aperta. Oggi, non è più così; ormai i bambini giocano con giochi comprati che sono più funzionali e più belli esteticamente, ma si è forse perso il vero senso del giocare. Mia nonna, avendo quattro fratelli, è sempre cresciuta facendo giochi da maschi, senza mai avere una bambola. Ha vissuto nel benessere grazie alla posizione economica della famiglia che, oltre a contare su proprietà immobiliari, svolgeva attività di vendita di frutta.

il sacrestano, il sacerdote, mia nonna, il padre di mia nonna, Santuario di Pompei, 1959 ( 9 x 14)
 

Questa foto è stata scattata nel 1959 per immortalare il momento in cui mia nonna, dopo aver superato l’esame per la patente automobilistica ed aver ricevuto in dono un’auto, partecipa al rito della benedizione delle auto che ancora oggi si svolge nel famoso Santuario di Pompei. La foto è in bianco e nero e ritrae, in piano americano, il sacrestano, il sacerdote benedicente, mia nonna, suo padre e l’auto. Mia nonna ha diciotto anni. Lei è stata la prima nel suo paese a possedere e guidare un’auto. Iniziò a guidare così presto perché suo padre, anche se era vigile del fuoco, non sapeva guidare. L’Italia in quegli anni viveva ancora nel benessere del boom economico e le donne al volante, segno di emancipazione, erano diventate molto più numerose come si vede in questo video dell’Istituto Luce.

Mia nonna e mio nonno,- Sorrento, 26/09/1964, ( 18 x 13)

Era il 26 settembre del 1964 quando mia nonna si è sposata con mio nonno, Salvatore Chianese che faceva parte di una famiglia di professionisti ed era un dirigente dell’ Intesa San Paolo di Torino. Questa foto è stata scattata a Sorrento dove ebbe luogo luogo il ricevimento di nozze. Gli sposi sono ritratti a figura intera sullo sfondo del panorama: una tipica inquadratura dei servizi fotografici matrimoniali. Si sono conosciuti nel 1961 e da lì è nata la loro storia d’amore, una storia che non finirà mai. Nel 2009 mio nonno è volato via per un tumore ai polmoni, a causa del fumo. Nonostante questo, la nonna mi dice sempre che lei dimentica sempre tutto, ma non perderà mai la memoria del nonno.

Mia nonna e mio nonno con i figli, Baia Domizia, 1976 (18 x 11,8)
 

Nella foto, a colori, ci sono i miei nonni con i loro quattro figli. A sinistra c’è mia zia Tina che è la terza in ordine di età, affianco a lei c’è Annamaria che è la prima, poi mia zia Lisa e infine mio padre Francesco che è l’ultimo. Qui si trovavano a Baia Domizia dove trascorrevano le vacanze estive e lo zio Vittorio, fratello del nonno, ha scattato questa foto. Baia Domizia è una località del litorale campano che ebbe un grande sviluppo edilizio tra anni ’60 e ’70 e diventò la metà balneare di molte famiglie.

La nonna mi dice sempre che avrebbe voluto avere altri figli,almeno altri quattro, ma non è stato possibile perché la figlia Lisa contrasse una febbre molto alta che le provocò la paralisi di tutto il lato destro del corpo. I miei nonni sono stati in giro in tutta Italia per consultare dottori e cercare strutture ospedaliere per curare la figlia.

Oggi zia Annamaria ha una figlia ed è una pediatra, zia Lisa è laureata e anche lei ha una figlia, zia Tina fa l’avvocato ed ha due figli e mio padre lavora in banca ed ha tre figlie. Le mie zie e mio padre sono molto uniti tra loro e si aiutano e sostengono in ogni occasione.

Queste due foto sono più recenti. La prima è stata scattata da me. E’ un autoscatto, infatti io appaio, tagliata sulla destra, mentre cerco alzare l’inquadratura per far entrare tutti nella foto. E’ di questo Natale e la nonna è l’ultima sulla destra, con il pullover chiaro. La seconda foto è stata scattata nel 2011 e stiamo festeggiando i settanta anni della nonna; lei è la quarta in seconda fila, raggiante tra nipoti, figli e parenti.

Oggi, la nonna è per tutta la famiglia un punto di riferimento, un faro che illumina il nostro cammino e se siamo tutti così uniti è solo ed esclusivamente grazie a lei. E’ sempre pronta ad aiutare, a dare una mano mettendo la cura per gli altri prima di quella di sé stessa. Non ha mai conosciuto la madre, ha affrontato perdite dolorose e difficoltà, ma è sempre riuscita a trovare la forza di andare avanti. Questa narrazione è un tributo a lei, alla sua forza, alla sua presenza e l’ho costruita grazie ai suoi racconti. So che non vede l’ora di leggerla e questo pensiero mi emoziona.

Viaggi di nozze, di Ciro De Vincenzo, II A

Sono Ciro De Vincenzo e insieme alla mia classe, la IIA della scuola media Viale delle Acacie, partecipo alla seconda edizione del progetto ”Sguardi e Storie”.

Ho scelto tre foto che desidero condividere e raccontare: la prima ritrae i miei nonni paterni in viaggio di nozze nel luglio del 1952, la seconda i miei nonni materni in viaggio di nozze nell’agosto del 1959 e la terza i miei genitori anch’essi in viaggio di nozze nel marzo del 2004.

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Nonno Ciro e nonna Tina – Capri 1952

In questa foto in bianco e nero, inquadrati frontalmente ci sono i miei nonni paterni, nonno Ciro e nonna Tina. La foto è stata scattata di giorno sulla banchina del porto di Capri il 15 luglio del 1952, come ho letto dall’appunto scritto dietro la foto, precisamente 2 giorni dopo il loro matrimonio. Alle loro spalle, in secondo piano si possono notare: elementi del porto, alcune imbarcazioni e un marinaio.

In questa foto il nonno aveva 23 anni e la nonna 21, erano tanto giovani, negli anni cinquanta ci si sposava giovani, ed erano a Capri per il loro viaggio di nozze.

Nonno Ciro è stato un imprenditore. Nonna Tina ha inizialmente collaborato con lui, poi si è dedicata a tempo pieno alla numerosa famiglia.

2

Nonno Giuseppe e nonna Anna, Roma 1959

In questa foto in bianco e nero, inquadrati centralmente i miei nonni materni, nonno Giuseppe (che tutti chiamavamo nonno Peppino) e nonna Anna. La foto è stata scattata di giorno in Piazza San Pietro a Roma il 18 agosto del 1959, 3 giorni dopo il loro matrimonio. Alle loro spalle si possono ammirare le colonne e i pilastri dell’imponente piazza, sulle colonne ci sono delle statue, si vede una fontana e delle persone che passeggiano. Il nonno aveva 29 anni e la nonna 26 anni.

Nonno Giuseppe ha lavorato tanti anni nella Mecfond SpA, un’importante azienda metalmeccanica, nata nel 1853 con il nome Guppy e divenuta Mecfond nel 1960,  lui ne conservava un caro ricordo. Nonna Anna, invece, si è occupata della cura della famiglia.

3

Paolo e Rosaria, marzo 2004

Ecco i miei genitori Paolo e Rosaria, poco più che trentenni, in questa foto scattata la sera del 22 marzo del 2004 (qualche giorno dopo il loro matrimonio) su uno dei ponti della nave Costa Atlantica, diretti ai Caraibi del nord. Nella foto a colori, scattata frontalmente, ci sono al centro i miei genitori abbracciati e sorridenti, alle loro spalle si distinguono parti della nave che li ospitava a bordo.

Le foto sono conservate in una cornice sulla parete del salone di casa, non ho avuto difficoltà a conoscere il luogo e la data degli scatti perché li ho letti dietro le foto.

Tutte le foto, ritraggono degli sposi in viaggio di nozze, ma in epoche profondamente diverse tra loro, e mentre per i nonni era il primo viaggio che facevano da soli, al di fuori del loro nucleo familiare di origine e per molti negli anni ‘50 poteva rappresentare anche il primo viaggio in assoluto, i miei genitori, invece, prima del viaggio di nozze fatto nel 2004, avevano già viaggiato tanto, sia con le loro famiglie che insieme.

Molto diversa è anche la meta dei loro viaggi. I miei nonni paterni trascorrono qualche giorno nella romantica isola di Capri; i miei nonni materni, invece, trascorrono il loro viaggio di nozze a Roma.

Negli anni cinquanta non tutti potevano permettersi di viaggiare e prevalentemente si restava nella propria regione o in altre regioni italiane.

Negli anni 2000, invece, si prediligono mete Europee e oltre oceano, questo anche grazie a maggiori possibilità economiche e a sistemi di trasporto all’avanguardia e potenti che hanno ridotto i tempi di spostamento e quindi i miei genitori scelsero come meta del loro viaggio Miami e una crociera nelle isole caraibiche.

Ho notato che i nonni sono più seri nelle foto, forse perché per loro la macchina fotografica era uno strumento nuovo, mentre i miei genitori sono più spontanei davanti all’obiettivo, abituati a fare foto. Ho visto il modo diverso di vestirsi, le diverse acconciature dei capelli e che le nonne non hanno trucco sul viso, mia madre, invece, è truccata.

Confrontando queste foto e chiacchierando con i miei genitori, ho pensato allo straordinario progresso economico, sociale, culturale, di costume avvenuto nell’arco di 50 anni (solo mezzo secolo!), a quante straordinarie scoperte scientifiche e progresso tecnologico ci sia stato in questi anni.

Quando i miei nonni si sono sposati negli anni ‘50 per creare le loro bellissime famiglie, si erano da poco lasciati alle spalle la seconda guerra mondiale, con le tante sofferenze e privazioni, i tanti morti (amici, parenti, conoscenti), le macerie e il ricordo di tante inspiegabili atrocità come le persecuzioni razziali. La loro era una società che aveva sete di rinascita e desiderio di un futuro migliore fatto di pace, di crescita e conoscenza. Dagli anni ‘50 agli anni 2000, oltre al boom economico, che ha contribuito a migliorare la condizione di vita di molte persone, e al progresso tecnologico e scientifico, sono cambiati i costumi, le abitudini, il modo di relazionarsi all’interno delle famiglie, delle coppie, è cresciuto il desiderio di conoscere culture diverse e posti lontani.

Purtroppo non ho conosciuto i nonni paterni, mi sarebbe piaciuto ascoltare i loro racconti e attraverso le loro parole viaggiare con il pensiero in un’epoca per me lontana, avrei voluto navigare insieme a loro in internet e spiegare loro la realtà virtuale, sono scomparsi molto prima che io nascessi, li ho conosciuti solo attraverso le foto, i filmati e i racconti di papà. So che erano due persone straordinarie e che si sono amati moltissimo; ho avuto la fortuna di vivere i nonni materni, che bei ricordi e se oggi sono qui a scrivere è grazie alle meravigliose storie d’amore dei miei nonni, grazie al loro amore e a quello dei miei genitori.

 

 

 

UNA STORIA D’AMORE INIZIATA NEL 1960, di Alessandra Cianniello, III D

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Queste due foto ritraggono mia nonna Mena e mio nonno Antonio, genitori della mia mamma Italia. Mia nonna Mena è nata il 28 dicembre del 1939 e mio nonno Antonio è nato il 18 luglio del 1940.

La foto di mia nonna è stata scattata nel 1959, quando  aveva 20 anni ed era bellissima, con lunghi capelli neri, occhi neri e una bella carnagione chiara. Alta e magra. Oggi ha mantenuto lo stesso viso di allora.

La foto di mio nonno è stata scattata nel 1966. Il nonno aveva 26 anni e da poco aveva iniziato a lavorare.

Anche lui era un bel giovanotto, dal viso pulito. Purtroppo io l’ho conosciuto solo attraverso i racconti della mia mamma e della mia nonna. Mia nonna è originaria di Napoli, è nata nel quartiere Fuorigrotta, in una bella e numerosa famiglia di 4 sorelle (compresa lei) e 4 fratelli.

Invece mio nonno è originario di Sala Consilina (Salerno), ma si è trasferito a Napoli nel 1956, sempre nel quartiere Fuorigrotta. Mio nonno era il terzo dopo due sorelle, aventi con lui 1 anno e due anni di differenza di età.

La mia mamma e la mia nonna mi hanno sempre raccontato che grazie alla mia bisnonna Italia Carlotta, ricevette un’educazione “rivoluzionaria” per l’epoca: doveva aiutare la nonna e le sue sorelle in tutte le faccende domestiche, ad esempio, la mattina prima della scuola doveva farsi il letto! Per la mia bisnonna non esistevano differenze di sesso, stessi diritti e doveri per figli maschi e femmine. Questo ha fatto si che il mio nonno, per i periodi in cui ha vissuto da solo, fosse sempre autonomo in tutto, e non solo, ha sempre aiutato la mia nonna in casa, anche se la mia nonna era casalinga. 

La nonna mi ha raccontato che si sono conosciuti nel mese di settembre del 1960. Lei stava andando con un’amica a casa della sorella per aiutarla con la nuova nipotina, la piccola Anna, di pochi giorni, essendo mia zia già madre di due bimbi di 4 e 2 anni.

Per la strada incontrò il nonno, che passeggiava con un amico. Lui, colpito da lei, iniziò a seguirla e tentò di “attaccare bottone”….con frasi del tipo “st…st…bella signorina dove vai….”. Beh, anche mia nonna notò quel bel giovanotto e così decise di fare amicizia. Dopo tre mesi circa di strenuo corteggiamento, infatti mio nonno ogni sera andava sotto il balcone di casa di mia nonna e aspettava che lei si affacciasse, si fidanzarono. Era il mese di dicembre del 1960!!

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Eccoci ad agosto nel 1966. Mio nonno aveva da pochi mesi vinto il concorso come ufficiale giudiziario e come prima sede fu mandato in Sicilia, precisamente presso la pretura di Sortino, piccolo paese in provincia di Siracusa. Di conseguenza i nonni iniziarono a pianificare il matrimonio e quell’estate la mia nonna insieme con i futuri suoceri, andò a Sortino per conoscere il paese e iniziare a cercare casa. In questa foto i giovani fidanzati sono con il mio bisnonno Alfonso, spensierati e felici in una calda giornata di agosto.

4.jpg 27 gennaio 1968: finalmente sposi, si avvera il sogno dopo circa 7 anni di fidanzamento!! I miei nonni si sono sposati a Fuorigrotta, nel loro quartiere. La celebrazione è stata officiata dall’allora vescovo di Pozzuoli. Era una bellissima giornata di sole. In questa foto li vediamo sorridenti a Piazza Plebiscito, dopo la cerimonia religiosa.

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E dopo il matrimonio, finalmente in viaggio di nozze: Viareggio, Parma e Milano. Queste foto ritraggono gli sposi a Viareggio, felici e sorridenti. In particolare mi piace molto quest’ultima foto dove gli sposi guardano il mare d’inverno.

I MATRIMONI, di Giorgia Liguori, III D

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Foto 1

Ci sono stati tanti matrimoni nella mia famiglia: il primo tra tutti  è stato quello dei miei nonni paterni, (foto 1) avvenuto il 4 agosto 1965. Mia nonna Bruna Ricci, nata il 4 gennaio 1936 è stata dirigente del personale al comune di Napoli, mentre mio nonno, Raffaele Liguori nato il 28 febbraio 1932 era il primario di Neurochirurgia  dell’ospedale Cardarelli. Nonna, il  giorno del suo matrimonio, era vestita con un abito non troppo lungo e dato che faceva molto caldo, aveva i capelli sciolti da cui pendevano due veli ai lati e in mano portava un mazzo di fiori.

Mia nonna è arrivata alla Chiesa del Sacro Cuore del Vomero, dove si è svolta la cerimonia, accompagnata dal cugino. Dopo la cerimonia, hanno festeggiato in un albergo a via Caracciolo. Gli invitati sono stati numerosi, infatti, mia nonna mi ha raccontato che oltre ai parenti e agli amici, c’erano molti colleghi di mio nonno, dato che è stato un importante neurochirurgo.  Il loro viaggio di nozze durò circa un mese, durante il quale ebbero l’occasione di andare sulla costiera Amalfitana, poi successivamente in  Grecia, all’epoca una monarchia e poi nella Jugoslavia comunista.

Mia nonna mi dice sempre che è stato un viaggio bellissimo ed interessante, che ricorda con grande nostalgia.

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Foto 2

Il matrimonio dei miei nonni materni, (foto 2), in questa immagine con i loro rispettivi genitori, è avvenuto il 27 luglio del  1975  nel paese di mia nonna Rosa – Sant’Angelo all’Esca – un paesino di pochi abitanti in provincia di Avellino. I genitori di mia nonna rispettivamente a destra e sinistra della sposa, si chiamavano Maria Lepore, e Generoso Guarino.

La mia bisnonna era contadina, mentre il mio bisnonno che inizialmente faceva il calzolaio, divenne anche egli contadino, sposando la mia bisnonna. I genitori di mio nonno, nella foto rispettivamente a destra e sinistra dello sposo, si chiamavano Filippo Tramontano e Ada Muselli. La bisnonna Ada era casalinga, mentre suo marito era maestro elementare. Mia nonna Rosa all’inizio della sua carriera di insegnante lavorava nella stessa scuola del mio bisnonno. Un giorno, il mio bisnonno la invitò a casa sua dove conobbe mio nonno Franco. Ed è stato proprio questo incontro a generare la coincidenza che ha dato vita alla famiglia che conosco oggi. Mia nonna Rosa è molto orgogliosa di questa foto, tanto che è appesa alla parete di casa sua in bella mostra.

I miei nonni mi hanno raccontato che era una giornata molto calda; mia nonna Rosa è partita dalla sua casa in piazza, accompagnata dal padre, Generoso, con al seguito i suoi parenti e gli amici più cari. Inoltre ha aggiunto al suo racconto che tempo fa, nel suo paese, si usava accompagnare la sposa solo fino alle scale della chiesa per poi consegnarla al futuro marito che l’avrebbe portata all’altare. Nel suo caso il mio bisnonno l’ha accompagnata sotto braccio fino all’altare dove ad aspettarla c’era mio nonno Franco.

La nonna, come vuole il rito, indossava un bellissimo vestito bianco, lungo, con in testa un cappellino a forma di “cuffietta” con il velo che cadeva fino in vita.  Mia Nonna ripensando a quel giorno, si è ricordata dell’automobile con la quale sono giunti al ristorante sul Lago Laceno. Era una bellissima auto, gran turismo, di colore rosso che velocemente li portò a destinazione.

Quando ho chiesto a mia nonna di raccontarmi questa bella storia della sua vita trascorsa, visibilmente emozionata, mi ha trasmesso la sensazione di un bellissimo ricordo, essendo molto credenti, insieme alle persone che amava avevano letto il vangelo e si erano divertite.

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I miei zii paterni, che vedete in questa foto, si sono sposati il 20 dicembre del 2000: quest’ultimi si chiamano Anna Liguori e Roberto Vitelli, entrambi professori universitari: mio zio è psichiatra, invece mia zia è giurista.

La cerimonia religiosa si è svolta nella chiesa di Sant’Antonio a Posillipo: essendo dicembre faceva abbastanza freddo, quindi mia zia decise di indossare un vestito bianco, lungo e a maniche lunghe, con un velo che arrivava fino a terra e un paio di scarpette bianche con il tacco non troppo alto; mio zio, invece, indossava un semplice completo di fresco lana con la cravatta.  Mio zio, Vincenzo Liguori, accompagnò mia zia in Chiesa, con la macchina e, a braccetto, fino all’altare, in quanto, mio nonno Raffaele purtroppo era scomparso anni addietro.  Successivamente  si recarono nel locale Villa Marinella, in via Tasso, per festeggiare. Mia zia mi racconta che erano più di 100 invitati, ed oltre a familiari e amici stretti, erano presenti alcuni colleghi di entrambi.  Il Viaggio di nozze durò due settimana, e in questi 14 giorni, visitarono due luoghi: New York e il Messico, un viaggio bellissimo, appassionante e interessante che rifarebbero sicuramente.

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I miei genitori, invece, si sono sposati l’8 luglio del 2005: si chiamano Ada Tramontano e Andrea Liguori, rispettivamente insegnante di matematica e ingegnere meccanico.

Mia madre indossava  un vestito bianco e lungo, con la scollatura a barca e un velo non troppo lungo; mio padre indossava un elegante gessato nero con la cravatta argentata.

La cerimonia religiosa si svolse in una chiesetta sul mare a Capo Miseno.  Mia madre è stata accompagnata da mio zio, Filippo Tramontano, con la macchina, mentre mio Nonno, Francesco-Paolo Tramontano, l’ha accompagnata fino all’altare.

Mia madre mi racconta sempre che, dopo la cerimonia, sono andati a fare le foto, proprio fuori alla chiesa, e dato che indossava dei tacchi abbastanza alti, uno di questi si è incastrato nelle tavole del pontile.

Il banchetto si è svolto presso il ristorante  Cala Moresca di Capo Miseno. Il festeggiamento è stato al di fuori degli standard per un matrimonio, infatti, mentre si mangiava c’erano continui balli a cui partecipavano gran parte degli invitati. Gli  invitati erano 170, tra amici, parenti e colleghi. Il viaggio di nozze è durato tre settimane durante le quali i mie genitori hanno avuto modo di visitare Cuba e Messico.

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L’ultimo matrimonio, in ordine di tempo è   avvenuto il 27 ottobre 2018 a Roma. I miei zii si sono sposati secondo rito civile, in una bellissima dimora antica.

Mio zio, Filippo Tramontano, con mia zia Sophie Miglietti, francese di nascita, prima del matrimonio avevano già due figli: Claire e Francesco Tramontano.

Zia Sophie è revisore contabile, mentre mio zio si occupa di espandere business dei supermercati attraverso la ricerca di luoghi dove impiantarne di nuovi. Mia zia era vestita con un abito corto che scendeva fino alle ginocchia, con maniche corte e un paio di scarpette bianche con il tacco abbastanza alto. I capelli erano sciolti, non indossava il velo e aveva un trucco abbastanza leggero. Mio zio invece indossava un semplice abito blu con la cravatta.

Dopo la cerimonia civile, ci siamo recati in un ristorante al Gianicolo, per festeggiare il loro meraviglioso matrimonio. Gli invitati erano circa 100, senza contare i numerosi amici di mio zio e i familiari francesi di mia zia.

A mio parere, tutti i matrimoni della mia famiglia sono stati meravigliosi e divertenti, ma questo è stato il mio preferito, perché l’ho vissuto in prima persona. E’ stato un momento molto speciale, che ricorderò sempre come un’esperienza appassionante e interessante. Restano comunque nel mio cuore tutti gli altri matrimoni, perché, anche se non vissuti in prima persona, hanno reso possibile la mia nascita e quella di tutti i miei fratelli.

Ritratto di famiglia, di Adamo Scudieri III A

In questa narrazione  presento le origini della mia famiglia, in particolare dei miei nonni  materni che purtroppo non ho mai conosciuto poiché sono morti precocemente. Dai racconti tramandati dai miei genitori e dai miei familiari ho dedotto che erano delle persone con sani principi, oneste, e unite da un fortissimo amore. Hanno sempre condotto una vita esemplare, cercando di aiutare le persone in difficoltà e ciò mi rende molto orgoglioso di loro e desideroso di mantenere la stessa condotta nella mia vita.

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I miei nonni, Roma 1961, cm.15×18

Nella foto, a campo medio, sono ritratti, a figura intera, i miei nonni materni, Assunta (insegnante di scuola elementare) e Salvatore (direttore di banca) in occasione del loro viaggio di nozze nel lontano 1961. Sullo sfondo si nota la facciata della basilica di  San Pietro con maestose colonne, intervallate da archi e finestre e l’imponente cupola.

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I miei nonni, Sorrento 1962, cm.15×18

Anche in questa  foto sono raffigurati, a figura intera, i miei nonni materni che indossano abiti eleganti. Lo sfondo non si distingue bene ma ho saputo che si trovavano all’ingresso di un albergo in occasione di uno dei loro viaggi.

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In questa foto è raffigurato, invece, in primo piano, il mio bisnonno paterno, Vincenzo Scudieri nato nel lontanissimo 1885, vestito in abiti eleganti come era solito fare. Egli insieme ai suoi fratelli fondò un’importantissima fabbrica di camicie di nome ‘’Adam” ad Ottaviano, nei pressi di Napoli, dando lavoro a circa 150 operai, in un periodo di forte crisi economica seguito all’apparente sviluppo della ‘’Belle Epoque”.

La sua fabbrica nel primo Novecento esportava numerose camicie in Francia (in particolare nel grande magazzino “La Fayette”) e nel resto del mondo. Sposò una bellissima donna di nome Olga Franceschi nata a Lucca, di origini norvegesi, precisamente di Bergen. Ebbero tre figli maschi: Achille, Adamo (mio nonno) e Vincenzo.

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I fratelli Scudieri, Ottaviano cm,15×18

In questa foto, a campo medio, sono rappresentati, a figura intera, rispettivamente da sinistra: Vincenzo Scudieri, Adamo Scudieri (mio nonno), Achille Scudieri. Mio nonno Adamo (sposato) durante il secolo scorso (precisamente nel 1989), fondò un’azienda di riciclaggio di materie plastiche ad Ottaviano molto all’avanguardia per quei tempi. Come suo padre, diede lavoro a tanti operai in cerca di lavoro. Ancora oggi questa fabbrica è operativa, condotta attualmente da mio padre Stefano Scudieri e mio zio Renato Scudieri.

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I fratelli scudieri con la loro madre, Ottaviano, cm. 15×18

In questa fotografia, a campo medio, sono ritratti, in posizione centrale, mio nonno e i suoi fratelli accompagnati dalla loro madre Olga Franceschi, all’antico collegio S. Madonna dell’Arco, infatti possiamo notare che i ragazzi indossavano la divisa scolastica utilizzata all’epoca, durante il fascismo. Sullo sfondo, si intravedono botteghe e palazzi dell’epoca.

I viaggi nella mia famiglia, di Marina Giuliano, III D

Il viaggio apre la mente. Ti fa conoscere il mondo, la storia, la cultura e le origini di ciò che hai intorno. Ed è la tradizione più bella che ci possa essere nella storia della mia famiglia.

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La bisnonna materna Ernestina Gennarelli, Venezia 1949

In questa foto, la mia bisnonna Ernestina si trova a Venezia, per visitare la città con la sorella Franca, per il suo compleanno. È quasi primavera, indossa un elegante cappotto nero, e posa come una regina a piazza San Marco circondata dai colombi. Mia madre mi ha raccontato di quanto fosse aggraziata, una donna di cultura molto forte e curiosa. Questa foto è conservata in un album della famiglia da parte di mia madre, la quale mi ha raccontato che sua nonna era insegnante di italiano all’istituto tecnico Serra a Napoli, dove poi insegnò anche sua figlia, mia nonna.

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La nonna materna Marina Pandolfi, Thailandia, maggio 1990

La donna al centro in prima fila è la mia nonna materna, Marina, insegnante di Ragioneria presso l’istituto tecnico Serra, in vacanza per 15 giorni con i suoi colleghi, in Thailandia. Purtroppo mia madre non ha molte foto di mia nonna, ma ha ritrovato questa foto in un cassetto dove sono conservate molte foto di famiglia. Non so molto di lei, perché non l’ho mai conosciuta, essendo morta quando mia madre era molto giovane ma,da quello che mi ha raccontato, era una donna molto coraggiosa, amava la vita e fare nuove esperienze infatti è stata proprio lei a trasmettere a mia madre l’amore per i viaggi che, a sua volta, mia madre  ha  passato  a  me. Purtroppo mia madre non ha molte foto di mia nonna, ma ha ritrovato questa foto in un cassetto dove sono conservate molte foto di famiglia.

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Mia mamma in California (Usa), maggio 1971, figura intera in primo piano, in campo lungo

Questa è mia mamma Barbara che, a due anni, ha vissuto per un anno in America, perché mi ha raccontato che mio nonno paterno, per motivi di lavoro, si è trasferito assieme a mia nonna, mia mamma e mia zia. Mio nonno, infatti, era un dipendente della 3M, un’azienda americana di grafica e fotografia, oggi fondazione con un importante archivio fotografico. Questa foto è conservata in un album dove sono tenute tutte le foto del periodo in cui ha vissuto in America.

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Mamma e nonno Luciano Tango, Albama 1971, campo medio

Quando mio nonno aveva la domenica libera, di solito, andava a fare lunghe passeggiate al parco con la famiglia  come  in  questa  foto,  con  mia  mamma. Anche lui non l’ho mai conosciuto, ma mia madre mi ha raccontato che quando era giovane, i miei nonni si separarono, e lui andò a vivere lontano.

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Mamma, zia Rossana, nonna Marina, Baia Domizia, settembre 1977

Questa foto è stata scattata nella villa della mia bisnonna, a Viale dei tulipani, Baia Domizia. Indossiamo tutte i jeans a zampa di elefante che andavano di moda allora e che adesso stanno tornando ad essere apprezzati dai giovani.

Mia mamma mia nonna e mia zia, passavano lì l’estate, la mattina al mare, il pomeriggio facendo lunghe passeggiate in bicicletta, e la sera organizzavano grandi feste in giardino.

Mia mamma ha passato tutta la sua infanzia e parte della sua adolescenza lì, durante l’estate. Ancora oggi, io passo le vacanze a Baia Domizia, purtroppo non in quella stessa casa, bensì in un appartamento in un parco nelle vicinanze. Quando io e mia madre facciamo qualche passeggiata in bicicletta, passiamo anche per Viale dei Tulipani, e mia madre si ferma a guardare quella villa, immersa dai ricordi.

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Mamma e papà durante un viaggio nei Castelli della Loira, Francia, agosto 2000

Il primo viaggio che fecero insieme i miei genitori, quando erano fidanzati, fu in Francia, per 21 giorni. In particolare, in questa foto ai castelli della Loira è stata la loro ultima tappa. I miei genitori mi hanno raccontato che viaggiarono in aereo da Napoli a Parigi, poi noleggiarono una macchina e attraversarono la Normandia, Bretagna e infine, appunto, i Castelli della Loira. Questa foto è conservata in un album con tutte le foto dei loro viaggi e delle loro vacanze.

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Mamma e papà a Playa del Carmen, Messico ottobre 2002

In questa foto, mia mamma e mio padre si trovano a Playa del Carmen, in Messico in viaggio di nozze. Mi hanno raccontato che alloggiarono in un hotel a cinque stelle dove hanno passato una settimana visitando le piramidi Maya e lo splendido mare messicano. Questa foto è conservata in un album insieme a tutte le altre foto del loro matrimonio e del viaggio di nozze.

Lo ricordano ancora come uno dei viaggi più bello della loro vita.

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Io e mamma, Cirella, Calabria agosto 2006

In questa foto  mi trovo  a Cirella,  una cittadina  di  Scalea  assieme a mia  madre.  Mi ha raccontato che eravamo andati a visitare il mio prozio Rodolfo, affittando una casa per quindici giorni nel parco dove abitava. Lì passavamo le giornate al mare o al parco e la sera si organizzavano grandi feste nel giardino della sua villa. Questa foto l’ho trovata in un album insieme a tante altre foto di me da piccola.