A Napoli, marzo-maggio 2020, di Letizia Cortini

Buongiorno…. sono stata indecisa se pubblicarlo. E’ una piccola sintesi di questo periodo, parziale, ma autentica nei bisogni e nei sorrisi espressi, negli abbracci a distanza. Ho pensato che potesse, tra privato e pubblico, donare tenerezza e mostrare da una fessura, uno sguardo su questo nuovo tempo. Un abbraccio a tutte e tutti e buona fase2… con cautela, ma anche con energia e nuove speranze, per voi e i vostri ragazzi! Per noi… Grazie…

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Napoli al tempo del Covid-19, marzo-aprile 2020, Antonietta Gioia

Ecco lo sguardo di un’altra insegnante che “documenta” una giornata, in questo periodo “di sospensione”. Il privato si fa pubblico e viceversa per trasmettere positività [ndr]

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Al Rigo al tempo del Covid-19, l’Album di Emilia

Condividiamo con gioia il racconto, foto e testi, di Emilia Guidotti, un’amica, scrittrice e fan di Sguardi e Storie :). Grazie Emilia! [ndr]

Cliccate sulla prima immagine, la copertina dell’album, quindi proseguite con le freccette. Buona lettura e buona visione!

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Mi presento con una foto, l’unica che abbia, in cui sono ritratta bambina… certamente non abituata ad essere fotografata.

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Sono un po’ impaurita nella foto, sempre timida, anche adesso… la bambina di allora la riconosco nella donna di oggi, perfino con i fiorellini in mano. Vivo nel bosco… vicino a un paese dell’Amiata e scrivo racconti, poesie, filastrocche. Ecco il mio parziale, un frammento, racconto visivo in questo periodo … grazie a voi per averlo accolto! Emilia 

Napoli al tempo del Covid-19, marzo-aprile 2020, Valeria De Laurentiis

Una insegnante “documenta” una giornata … ed è poesia… [ndr]

Musica: Brian Eno, An ending, 1983 (a questo link, attivare mentre si “sfogliano” le slide).

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Nonna Tina e la creazione di una grande famiglia, di Ciro De Vincenzo

Sono contento di partecipare anche quest’anno al progetto “Sguardi e Storie” giunto alla terza edizione, posso così ricordare mia nonna Tina che purtroppo non ho potuto conoscere, ma della quale papà mi ha sempre parlato tanto. Attraverso le foto che ho raccolto e i racconti di mio padre e dei miei zii ripercorrerò le tappe più importanti della sua vita, il matrimonio e la creazione di una grande famiglia.

Nonna Tina, all’anagrafe Concetta Elefante, nasce a Napoli nel 1931 in una famiglia medio borghese (il papà era un commerciante), quando l’Italia era oppressa dal regime fascista. Ha solo 8 anni quando scoppia la Seconda Guerra Mondiale che sconvolge la sua infanzia e della quale la nonna ricorderà sempre il terrore, il rumore dei bombardamenti, la permanenza nella casa di campagna, le privazioni e la fame, perché il cibo durante la guerra scarseggiava. Quando finisce la guerra è oramai un’adolescente, una ragazza molto bella.

Nella foto del 1949, ha 18 anni! La foto in bianco e nero è realizzata da uno studio fotografico “La Casa del dilettante” di Napoli, come ho potuto leggere sul fronte dell’immagine. Curiosa denominazione!  Era una consuetudine dell’epoca rivolgersi a fotografi di professione per farsi ritrarre. La nonna è fotografata a mezzo busto, di profilo e con il viso e lo sguardo rivolto verso l’obiettivo, ha un’espressione sorridente, è molto bella e naturale, sembra spensierata, ha gli occhi che sembrano sognanti, i capelli che arrivano alle spalle e indossa una giacca di colore scuro. Il modello dei ritratti era quello delle dive americane, i cui film, dopo la guerra tornarono ad essere visti in Italia.

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Siamo nel 1951, eccola in posa in un’altra foto in bianco e nero realizzata sempre dallo studio fotografico “La Casa del dilettante”. Purtroppo la fotografia è molto rovinata. In quest’immagine la nonna è una giovane ventenne, è fotografata a figura intera, poggiata su uno sgabello di legno che si intravede dietro di lei e ha la testa leggermente girata a sinistra e guarda nella stessa direzione con un’espressione seria. Indossa un abito a mezze maniche molto elegante, lungo e ampio, di colore scuro con balze in pizzo bianco, sembra stringere un ventaglio nella mano destra, indossa un filo di perle scure e scarpe nere con il tacco. I capelli sono corti e ha un filo di rossetto scuro sulle labbra. Forse era un’occasione particolare, una festa…

Questa foto è quella del matrimonio con nonno Ciro nel 1952. Purtroppo l’immagine è un po’ sfocata. Ciò che si può notare nella foto oltre alle loro espressioni felici e i loro abiti eleganti, è la presenza di tanti bambini al loro fianco. Fu un’idea del fotografo ritrarli insieme a tanti bambini, disse che era di buon augurio per la creazione di una grande famiglia, e così è stato con la nascita di 8 figli.

In questa foto Nonna Tina è al matrimonio di un parente, è il 1953. La nonna ha ventidue anni ed è bellissima, al suo fianco il giovane marito Ciro e in braccio alla nonna la loro prima figlia, zia Imma. Di fianco al nonno, la mia bisnonna paterna Concetta Gioiello. In questa foto la nonna indossa un abito tipico della moda degli anni ’50, un abito con lo sfondo bianco e tanti fiori stampati, lungo e ampio con uno scollo a V, degli eleganti guanti neri e le scarpe nere con il tacco, ha i capelli neri raccolti, degli orecchini pendenti e il rossetto rosso che lei e le sue coetanee amavano molto. Le notevoli differenze che si possono notare in questa foto sono il modo di vestirsi, infatti possiamo vedere che mia nonna indossa un abito lussuoso e molto di moda per l’epoca. Guardando la foto si può intuire che la cerimonia si è svolta probabilmente in una casa o in una sala presa in fitto per l’occasione, per ricevere parenti e amici degli sposi, perché in quell’epoca non tutti potevano permettersi molte spese per un matrimonio.

Tra la metà degli anni ‘50 e l’inizio degli anni ’60 inizia quel processo di prosperità dell’Italia che poi sarà chiamato “miracolo economico” caratterizzato da una forte crescita economica e sviluppo tecnologico dopo l’iniziale fase della ricostruzione. Questo consentì un miglioramento della vita e molte invenzioni utili nella vita privata e lavorativa; aumentarono le industrie e questo consentì la produzione di grandi quantità di beni richiesti dal mercato. I simboli del benessere erano diventate le automobili, simbolo di indipendenza e di libertà di movimento, ci fu la nascita della televisione italiana con inizio delle trasmissioni il 30 gennaio 1954, la produzione di elettrodomestici, il turismo.

Facendo delle ricerche su questi anni, ho scoperto che nel 1953 furono insigniti del Premio Nobel Winston Churchill per la letteratura (non lo avrei immaginato…) e George Marshall per la Pace, in considerazione del contributo che aveva dato alla rinascita economica europea dopo la guerra (grazie al cosiddetto Piano Marshall); entrambi erano stati grandi protagonisti durante il secondo conflitto mondiale.

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Ecco ancora Nonna Tina sorridente e fiera in questa foto scattata del 1962, dove la troviamo insieme ai suoi primi 4 figli: Imma, la primogenita, Giuseppe a sinistra, Salvatore a destra e Mariano il più piccolo, che ha solo un anno, in braccio a lei. Anche questa foto è stata scattata in uno studio fotografico, con una inquadratura frontale a figura intera. Quello che si nota subito in questa foto è il modo elegante in cui sono vestiti i figli e la madre. L’abbigliamento dei bambini dell’epoca come le scarpe e le acconciature dei capelli erano piuttosto classiche, completamente diverso dal nostro modo di vestire, che è sportivo e informale. Chiaramente lo nonna li aveva ben vestiti e pettinati proprio per l’occasione, la foto di famiglia. Alcuni sorridono in modo un po’ forzato… E’ una bella messa in scena però! Non so perché non ci fosse il nonno…

Nel periodo estivo la nonna si trasferiva con la famiglia nella villa di Torre del Greco, un Comune in provincia di Napoli situato tra il Vesuvio e il Golfo di Napoli, dove per un periodo della sua vita soggiornò Giacomo Leopardi che qui compose La ginestra e Il tramonto della luna. Torre del Greco è nota nel mondo anche per la lavorazione dei coralli, dei cammei e della madreperla. Non ho trovato una foto della sua automobile, una luccicante Ford Taunus di colore grigio, che in estate la nonna usava ancor di più; ogni giorno tutti a bordo dell’auto della nonna erano diretti alla litoranea di Torre del Greco, un lungomare all’epoca bellissimo, quando l’acqua era pulita e si poteva fare il bagno in tutta tranquillità. Nel fine settimana arrivava il nonno e spesso amici e parenti con i quali trascorrevano delle belle giornate e serate in allegria sotto il patio circondato da profumatissimi alberi di agrumi. La nonna amava molto ricevere, c’erano sempre tavole imbandite. Nel tempo libero leggeva riviste e amava rileggere i biglietti e le lettere dei figli, che custodiva in un cofanetto nel suo comodino e dietro le lettere scriveva delle frasi affettuose. Gli anni ’80 sono gli anni dei viaggi, delle crociere nel Mediterraneo con tutta la famiglia, delle vacanze a Maiorca, Viareggio e a Taormina, tutte località che le piacevano moltissimo.

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La nonna è stata una donna autonoma, generosa, energica e sorridente, impegnata nella crescita e nell’educazione dei figli, amorevole verso i nipoti, era molto religiosa e devota alla Madonna di Pompei e alla Madonna di Lourdes ed era molto orgogliosa dell’impegno che i figli, a partire dagli anni ’80, avevano assunto come dame e barellieri dell’Unitalsi per accompagnare gli ammalati in Pellegrinaggio a Lourdes. Ecco qui una  foto degli anni ’80 scattata a Lourdes durante un Pellegrinaggio, la nonna sorridente è a cena in albergo, di fianco a lei c’è mio padre Paolo, i miei zii, mia zia e degli amici.

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Voglio chiudere con questa foto del gennaio del 1996 in cui tutta la grande famiglia De Vincenzo è riunita per festeggiare l’onomastico di Nonno Ciro. La nonna è sul lato centrale destro della foto, di fianco a lei nonno Ciro e alla sua destra mio padre, tutt’intorno ci sono tutti i miei zii, le mie zie e i miei tanti cugini.

Questo è stato un bel lavoro che mi ha permesso, scavando tra le molte foto, di scoprire avvenimenti storici, e fatti sulla mia famiglia a me sconosciuti che ho potuto sapere grazie ad un passo indietro nel tempo e al ricordo di molte persone per me importanti nella mia famiglia!!! E’ stata l’occasione per conoscere meglio Nonna Tina e pensare che ciò che oggi possiamo essere è grazie alla sua esistenza e sono sicuro  che sarebbe  felice che io abbia pensato a lei.

La felicità della donna, di Marta Polisi

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A casa di mia nonna  Maria Luisa ho trovato questo album al cui  interno ci sono le foto più importanti della sua vita, ovviamente ce ne sono poche perché all’epoca non era semplice riuscire a scattare foto. Ci sono foto dei suoi cugini, dei suoi fratelli, del suo gatto, della mia bisnonna o ancora il primo televisore.

Nella prima foto sono rappresentate mia nonna e le sue 2 cugine, le quali entrambe si chiamavano Maria Rosaria. Si può notare che erano vestite in maniera piuttosto elegante. Per una serata al Circolo Della Stampa indossavano tutte un cappotto lungo con  piccole borsette tenute in mano, le scarpe  hanno un piccolo tacco. Nella seconda foto sono ritratti: il fratello di nonna, sua cugina e lei. Il fratello di nonna Carlo, indossa uno smoking; mia nonna un vestito in seta; e la cugina di nonna un abito bianco con piccole decorazioni ricamate. Tutti avevano un grande sorriso. Questa foto è stata scattata durante la serata.

Queste due foto sono state scattate a Sant’Agata come si può notare dalle brevi didascalie scritte da mia nonna. Nella prima sono rappresentati il mio bisnonno a sinistra, la mia bisnonna al centro e mia nonna a destra. Nella seconda foto troviamo mia nonna in una posa un po’ scherzosa, seduta su di un muretto a Sant’Agata. Una cosa che ho notato subito è che il formato di queste fotografie è molto simile alle attuali polaroid.

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Questa foto è stata scattata a Sorrento. Sono rappresentate 3 donne: mia nonna, e le sue cugine. Si può notare dal colore grigio chiaro della foto che quel giorno era molto soleggiato. Mia nonna (a destra) indossava un vestito con una fantasia floreale e una bandana sul capo per reggere i capelli, indossava anche un paio di occhiali con una forma schiacciata. Al centro sua cugina, con un vestito bianco con un piccolo laccetto sulla vita, non indossava nessun accessorio in particolare solo un semplice orologio al polso. Poi sulla sinistra l’altra sua cugina indossava un semplice vestito bianco con un fiocco sul petto, e come mia nonna mantiene nella mano una borsa da spiaggia.

 

Anche in queste foto come in quella precedente, mia nonna, si trovava a Sorrento. Nella prima, come si legge sotto «M. Luisa a Sorrento (hotel Cocumella)», è stata scattata fuori l’hotel dove alloggiavano quando andavano a Sorrento. Mia nonna è sorridente perché le piaceva molto andare lì per le vacanze. Era vestita in maniera molto elegante: Una gonna stretta lunga fino al ginocchio e una giacchetta chiusa con dei bottoni molto grandi. I capelli erano legati con una molletta dietro e indossava degli occhiali da sole. Le scarpe erano aperte sopra e con un piccolo tacchetto. Nella seconda era nel giardino dell’hotel in piedi su di un tavolo. Indossava un giaccone marrone, che ha ancora adesso conservato, sopra il quale aveva attaccato una spilla. Ha entrambe le mani nelle tasche e sul polso sinistro è poggiata una borsetta. In testa l’acconciatura è coperta da un cappellino che copre circa metà testa.

Queste foto sono state scattate a Sorrento, nel giardino dell’hotel. Nella prima sono rappresentati tutti i cugini con mia nonna, in una posa scherzosa come se stessero giocando a nascondino. A sinistra c’è suo cugino Carlo, vestito con una semplice polo bianca e dei jeans; a destra dell’albero mia nonna la quale indossa un vestito a pois, e le due cugine. Mia nonna mi ha raccontato che questa foto è stata scattata dallo zio che accompagnava sempre tutti i cugini lì a Sorrento. Nella seconda si può notare la somiglianza di mio padre con lo zio Carlo (quello a destra). A partire da sinistra troviamo mia nonna, il cugino Mario, la cugina, il cugino Carlo e l’altra cugina. Le 3 ragazze indossavano i tipici abiti degli anni 60’: Le righe, i pois e le gonne lunghe. Anni prima a Sorrento venne prolungata la linea ferroviaria fino a Castellamare, in questo modo si apriva un nuovo mondo ricco di opportunità turistiche. E successivamente negli anni 60’  arrivò fino a Pompei.

Nella prima foto sono rappresentati la mia nonna e suo fratello Mario a cui era ed è ancora oggi molto legata. Si può notare dai graziosi cappellini e i coriandoli che si trovavano a una festa di carnevale. Nella seconda foto, sono invece rappresentate le 2 cugine con mia nonna. Tutte avevano uno splendido sorriso divertito. Indossavano, come nella prima, il cappellino.

Mia nonna tra le sue tante passioni aveva quella di visitare, nella prima foto troviamo ritratto tutto il gruppo di amici di mia nonna in gita sul Vesuvio.
Risalta subito all’occhio il ragazzo sullo sfondo che fa il gesto delle corna con le mani, stile che è rimasto fino ad ora. Mia nonna è quella che risalta in primo piano con una gonna con piccole stampe. Nella seconda invece era in gita a Paestum, davanti ad un monumento. Lei è ritratta di profilo con il volto girato verso l’obbiettivo. Indossa un lungo cappotto e delle ballerine, come si può notare dall’espressione è molto felice di essere li. È importante ricordare che alcuni templi a Paestum, in quegli anni, vennero danneggiati dalla gente del posto, durante l’occupazione delle terre da parte dei contadini, purtroppo senza rendersi conto del valore delle antiche rovine e degli antichi fasti di quelle comunità.

In queste foto l’espressione di mia nonna mostra tutta la sua felicità nel aver ricevuto in regalo i suoi primi mezzi di trasporto. Naturalmente sono in diversi anni, l’automobile (una fiat 500) per i suoi 18 anni, mentre lo scooter per i suoi 23 anni. Mi ha raccontato che quando andava in giro si sentiva libera perché era in grado di poter raggiungere le sue amiche che abitavano fuori zona, ed inoltre si riteneva molto fortunata essendo che in quegli anni non tutte le donne ottenevano questa libertà che lei era stata concessa. La prima fabbrica Fiat fu fondata da Emanuele Bricherasio e Giovanni Agnelli nel 900, le prime macchine erano a vapore, poi successivamente vennero realizzate macchine come quella presente nella foto: più lente ma facilmente utilizzabili. Vennero costruiti anche camion adatti al trasporto e gli autobus come mezzo pubblico.

 

Qui troviamo la mia bisnonna, una donna vissuta ben 97 anni. È stata soprannominata dai miei zii e mio padre «nonna nostra» in verità non so bene il perché, ma ormai è tradizione chiamarla così. Una donna molto particolare e con un cuore d’oro. La nonna mi racconta spesso di lei e del suo gatto «Luna» che guardava la televisione e non si poteva cambiare canale altrimenti si  dispiaceva oppure quando si scocciava di stirare e allora metteva tutte le lenzuola sotto i cuscini del divano e ci si sedeva sopra affermando di aver stirato per ore. Negli ultimi anni di vita restava sempre vicino la culla di mio fratello e cuciva con la lana copertine e sciarpe.

Raccontare con la fotografia una giornata al tempo del Coronavirus, di Marianna Lembo

Marianna ha acconsentito a pubblicare il lavoro che segue sul sito del progetto Sguardi e Storie, per invitare i docenti e i ragazzi della scuola media Viale delle Acacie a cogliere il suo stimolante esempio, se vorranno [ndr].  Grazie Marianna!

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Marianna Lembo è una giovane fotografa professionista.

 

Questo il suo sito professionale: Marianna Lembo photography

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A seguire la riflessione di Marianna e le sue fotografie.

Sono Marianna. Vi propongo con piacere un piccolo lavoro svolto in questi giorni di quarantena; spero possa essere per qualcuno di voi un contributo efficace per ragionare su questo particolare periodo.

Scattare fotografie per me è sempre stato un piacere, fino a che un bel giorno ho deciso di prendere la cosa un po’ più seriamente….
Intendo l’atto del fotografare come una presa di coscienza sul mondo, non solo l’osservazione di esso, e con mondo intendo quell’insieme complesso di materia, emozioni, luoghi, persone da cui attingere per raccontare un pensiero o una storia.
Mai come in questo periodo il mondo è per me circoscritto a tre stanze milanesi; ed inizialmente la frustrazione era tanta, mi sentivo sommersa solo dai cattivi pensieri provenienti dalle notizie quotidiane. Una sorta di svuotamento che non riuscivo proprio a colmare con ciò che amo di più, la fotografia. Mi sono chiesta più volte: Come e cosa fotografare? Che progetti realizzare?

La risposta spesso è più semplice di quanto si pensi perché le storie in effetti sono ovunque intorno a noi, anche nella banalità di piccole cose.
E sono le piccole-grandi cose che abbiamo di fronte tutti i giorni a rendere il nostro sguardo più attento e disincantato, anche nei riguardi del mondo esterno.
Ho colto questo periodo di clausura forzata come un banco di prova per mettere in discussione le certezze che questa particolare situazione ha smontato in tutti noi.

In questa slideshow mostro una giornata “tipo” della mia quarantena, scandita a tempo di luci che cambiano, oltre di soggetti…

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