Per sempre, di Laura Capone, III E

Ho deciso di costruire la mia narrazione raccontando del matrimonio dei miei nonni materni e di quello dei miei genitori. In realtà dietro questa scelta c’è un motivo più profondo e personale. I miei genitori si sono separati due anni fa ed è stato difficile per me affrontare questo cambiamento. Confrontando questi due matrimoni voglio mettere in risalto la solidità delle unioni di una volta e il mio desiderio che un amore duri per sempre.

I miei nonni materni, Aldo Spina e Silvana Angelino, sono nati a Napoli, rispettivamente nel 1942 e nel 1944. Il nonno ha lavorato fin da piccolo nel negozio di abbigliamento del padre che, alla sua morte per un cancro ai polmoni, lasciò in eredità al figlio questa attività. Mia nonna invece ha lavorato per alcuni anni al Centro Direzionale di Napoli.

Aldo e Silvana si fidanzarono nel 1964. Erano innamoratissimi, inseparabili e certi di aver trovato incontrandosi l’amore di una vita.

Silvana e Aldo, Chiesa di Sant’Antonio a Posillipo, Napoli 4 settembre 1969 (cm 36 x 24)

Si sposarono il 4 settembre del 1969. Questa prima foto, a colori, fa parte dell’album fotografico che mia nonna conserva con cura.

Il matrimonio si svolse nella bella chiesa di Sant’Antonio a Posillipo, in una delle zone più panoramiche della città. Qui gli sposi sono rappresentati a figura intera: la nonna guarda in macchina mentre il nonno sposta lo sguardo a sinistra. Sono in chiesa e attendono il momento dello scambio delle fedi. Sullo sfondo si vedono gli invitati alla cerimonia.

Silvana e Aldo, Chiesa di Sant’Antonio a Posillipo, Napoli 4 settembre 1969

In questa seconda foto ci sono i miei nonni ritratti in piano americano sorridenti, mentre tagliano la torta nuziale. Non tutti in quegli anni organizzavano un ricevimento in un locale; i miei nonni preferirono, dopo la cerimonia religiosa, accogliere gli invitati in alcuni locali della chiesa dove tagliarono la torta e scattarono alcune foto con gli invitati. Si concessero invece un breve viaggio di nozze in Italia.

In questa come nell’altra foto, si possono notare i vestiti degli sposi. La nonna indossava un abito molto semplice, estivo in seta bianca, e un cappello. Lei adora truccarsi, infatti nella foto si intravede l’ombretto color azzurro, secondo la moda del tempo che suggeriva colori vivaci. Il vestito dello sposo è quello classico.

Sono una coppia molto unita ancora oggi; il loro amore è indescrivibile. Prima si dava molta importanza al matrimonio e la separazione era poco frequente.

La legge sul divorzio fu introdotta in Italia il 10 dicembre del 1970 sostenuta dai partiti di di sinistra mentre era osteggiata dai democristiani, dalla destra e da altre forze politiche di quell’area. La polemica infuriò subito e anche gli italiani erano divisi su questa questione: soprattutto tra i cattolici (quindi la maggioranza della popolazione) era una questione molto sentita per l’indissolubilità del vincolo matrimoniale ritenuto inviolabile dalla Chiesa. Fu indetto un referendum per l’abrogazione della legge, il 12 e il 13 maggio del 1974, e gli italiani votarono per il permanere della legge sul divorzio. Nel sito Fare gli italiani, curato dall’Istituto Luce, ci sono video molto interessanti sia sulla legge che sul referendum.

Per il referendum ci fu una grande propaganda anche attraverso la televisione, che coinvolse pure personaggi dello spettacolo a favore di uno schieramento o dell’altro.

Questa legge è sicuramente un importante diritto civile conquistato ma penso che abbia modificato molto la società e mi chiedo se il grande numero di separazioni che ci sono oggi, e che sicuramente dipendono da cambiamenti culturali e sociali più vasti, non siano anche favorite dalla facilità con cui si può sciogliere il legame matrimoniale. Ho l’impressione che mentre ai tempi dei miei nonni un’unione si affrontava con impegno e cercando di farla durare nel tempo, oggi, di fronte ad una crisi, le coppie scelgono nella maggior parte dei casi la separazione senza considerare a fondo le possibilità di una riconciliazione. Forse dietro questa mia osservazione ci sono soprattutto la sofferenza che ho dovuto affrontare per la separazione dei miei genitori e il mio sogno di un amore che sia per sempre, come è per i miei nonni. Magari, con il tempo, cambierò idea.

I miei genitori, Paolo Capone e Giuliana Spina, si sono fidanzati nel 2001. Papà è nato a Pomigliano d’Arco, il 21 febbraio del 1972 e mamma a Napoli, il 21 marzo del 1974. Lui lavora nel campo delle assicurazioni e lei è un’insegnante.

Giuliana e Paolo, Chiesa di San Francesco di Paola, Napoli 3 dicembre 2003 (cm 36 x 24)

Si sono sposati il 3 dicembre del 2003 ed erano contenti della loro scelta. La cerimonia religiosa si è svolta nella Chiesa di San Francesco di Paola, in Piazza Plebiscito. In questa foto, conservata in un album di mamma qui a casa, i miei genitori sono ritratti, in campo medio all’interno della basilica, dopo lo scambio della fede.  

Il vestito della sposa è  di seta, più scollato e completato da un lungo velo; quello dello sposo è il tradizionale abito scuro con giacca e cravatta.

Giuliana e Paolo, Napoli 2003

In questa foto è rappresentato il taglio della torta durante il ricevimento per i parenti. Ci fu poi un’altra grande festa solo per gli amici. E’ un piano americano in cui entrambi appaiono sorridenti davanti alla torta nuziale a tre piani.

Festa con amici, Napoli 2003

In quest’ultima foto invece viene rappresentata la festa dedicata agli amici. C’erano tanti invitati e si divertirono tutti. Si facevano giochi, si ballava, c’era il karaoke. Infatti in quegli anni i festeggiamenti per i matrimoni erano diventati molto più spettacolari.

Qualche giorno dopo i miei genitori partirono per il viaggio di nozze diretti in America.

Viaggi di nozze, di Ciro De Vincenzo, II A

Sono Ciro De Vincenzo e insieme alla mia classe, la IIA della scuola media Viale delle Acacie, partecipo alla seconda edizione del progetto ”Sguardi e Storie”.

Ho scelto tre foto che desidero condividere e raccontare: la prima ritrae i miei nonni paterni in viaggio di nozze nel luglio del 1952, la seconda i miei nonni materni in viaggio di nozze nell’agosto del 1959 e la terza i miei genitori anch’essi in viaggio di nozze nel marzo del 2004.

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Nonno Ciro e nonna Tina – Capri 1952

In questa foto in bianco e nero, inquadrati frontalmente ci sono i miei nonni paterni, nonno Ciro e nonna Tina. La foto è stata scattata di giorno sulla banchina del porto di Capri il 15 luglio del 1952, come ho letto dall’appunto scritto dietro la foto, precisamente 2 giorni dopo il loro matrimonio. Alle loro spalle, in secondo piano si possono notare: elementi del porto, alcune imbarcazioni e un marinaio.

In questa foto il nonno aveva 23 anni e la nonna 21, erano tanto giovani, negli anni cinquanta ci si sposava giovani, ed erano a Capri per il loro viaggio di nozze.

Nonno Ciro è stato un imprenditore. Nonna Tina ha inizialmente collaborato con lui, poi si è dedicata a tempo pieno alla numerosa famiglia.

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Nonno Giuseppe e nonna Anna, Roma 1959

In questa foto in bianco e nero, inquadrati centralmente i miei nonni materni, nonno Giuseppe (che tutti chiamavamo nonno Peppino) e nonna Anna. La foto è stata scattata di giorno in Piazza San Pietro a Roma il 18 agosto del 1959, 3 giorni dopo il loro matrimonio. Alle loro spalle si possono ammirare le colonne e i pilastri dell’imponente piazza, sulle colonne ci sono delle statue, si vede una fontana e delle persone che passeggiano. Il nonno aveva 29 anni e la nonna 26 anni.

Nonno Giuseppe ha lavorato tanti anni nella Mecfond SpA, un’importante azienda metalmeccanica, nata nel 1853 con il nome Guppy e divenuta Mecfond nel 1960,  lui ne conservava un caro ricordo. Nonna Anna, invece, si è occupata della cura della famiglia.

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Paolo e Rosaria, marzo 2004

Ecco i miei genitori Paolo e Rosaria, poco più che trentenni, in questa foto scattata la sera del 22 marzo del 2004 (qualche giorno dopo il loro matrimonio) su uno dei ponti della nave Costa Atlantica, diretti ai Caraibi del nord. Nella foto a colori, scattata frontalmente, ci sono al centro i miei genitori abbracciati e sorridenti, alle loro spalle si distinguono parti della nave che li ospitava a bordo.

Le foto sono conservate in una cornice sulla parete del salone di casa, non ho avuto difficoltà a conoscere il luogo e la data degli scatti perché li ho letti dietro le foto.

Tutte le foto, ritraggono degli sposi in viaggio di nozze, ma in epoche profondamente diverse tra loro, e mentre per i nonni era il primo viaggio che facevano da soli, al di fuori del loro nucleo familiare di origine e per molti negli anni ‘50 poteva rappresentare anche il primo viaggio in assoluto, i miei genitori, invece, prima del viaggio di nozze fatto nel 2004, avevano già viaggiato tanto, sia con le loro famiglie che insieme.

Molto diversa è anche la meta dei loro viaggi. I miei nonni paterni trascorrono qualche giorno nella romantica isola di Capri; i miei nonni materni, invece, trascorrono il loro viaggio di nozze a Roma.

Negli anni cinquanta non tutti potevano permettersi di viaggiare e prevalentemente si restava nella propria regione o in altre regioni italiane.

Negli anni 2000, invece, si prediligono mete Europee e oltre oceano, questo anche grazie a maggiori possibilità economiche e a sistemi di trasporto all’avanguardia e potenti che hanno ridotto i tempi di spostamento e quindi i miei genitori scelsero come meta del loro viaggio Miami e una crociera nelle isole caraibiche.

Ho notato che i nonni sono più seri nelle foto, forse perché per loro la macchina fotografica era uno strumento nuovo, mentre i miei genitori sono più spontanei davanti all’obiettivo, abituati a fare foto. Ho visto il modo diverso di vestirsi, le diverse acconciature dei capelli e che le nonne non hanno trucco sul viso, mia madre, invece, è truccata.

Confrontando queste foto e chiacchierando con i miei genitori, ho pensato allo straordinario progresso economico, sociale, culturale, di costume avvenuto nell’arco di 50 anni (solo mezzo secolo!), a quante straordinarie scoperte scientifiche e progresso tecnologico ci sia stato in questi anni.

Quando i miei nonni si sono sposati negli anni ‘50 per creare le loro bellissime famiglie, si erano da poco lasciati alle spalle la seconda guerra mondiale, con le tante sofferenze e privazioni, i tanti morti (amici, parenti, conoscenti), le macerie e il ricordo di tante inspiegabili atrocità come le persecuzioni razziali. La loro era una società che aveva sete di rinascita e desiderio di un futuro migliore fatto di pace, di crescita e conoscenza. Dagli anni ‘50 agli anni 2000, oltre al boom economico, che ha contribuito a migliorare la condizione di vita di molte persone, e al progresso tecnologico e scientifico, sono cambiati i costumi, le abitudini, il modo di relazionarsi all’interno delle famiglie, delle coppie, è cresciuto il desiderio di conoscere culture diverse e posti lontani.

Purtroppo non ho conosciuto i nonni paterni, mi sarebbe piaciuto ascoltare i loro racconti e attraverso le loro parole viaggiare con il pensiero in un’epoca per me lontana, avrei voluto navigare insieme a loro in internet e spiegare loro la realtà virtuale, sono scomparsi molto prima che io nascessi, li ho conosciuti solo attraverso le foto, i filmati e i racconti di papà. So che erano due persone straordinarie e che si sono amati moltissimo; ho avuto la fortuna di vivere i nonni materni, che bei ricordi e se oggi sono qui a scrivere è grazie alle meravigliose storie d’amore dei miei nonni, grazie al loro amore e a quello dei miei genitori.

 

 

 

La mia famiglia paterna, di Roberta Pellegrino, II A

La mia bisnonna paterna con suo fratello

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Questa foto ritrae la mia bisnonna paterna insieme al suo fratellino. La foto risale al 1912 quando la mia bisnonna aveva circa 2 anni. Il fratellino che le è accanto è di poco più grande di lei. La foto è stata fatta in uno studio fotografico perché, all’epoca era raro possedere una macchina fotografica. Quest’oggetto l’avevano soltanto le persone che sceglievano come mestiere di fare i fotografi. Mi hanno raccontato, che nelle tappe più importanti della vita si ricorreva al fotografo per fermarne il ricordo. L’abbigliamento indossato dai due bambini mi ha molto colpito. L’ho paragonato a quello dei bambini del mio tempo e l’ho trovato diverso. Mi hanno colpito in particolare le maniche gonfie del vestitino della bisnonna.

Ritratto di mia nonna con i suoi genitori

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In questa foto è ritratta mia nonna insieme ai suoi genitori. La foto è stata scattata in un giardino privato che si trova ancora oggi nei pressi di una stazione della metropolitana. Spesso la nonna mi ha raccontato delle lunghe ore trascorse in questo piccolo parco insieme ai suoi compagni. Nonostante siano trascorsi molti anni i giochi, le corse, i salti con la corda, le partite di pallavolo sono da lei ricordate con nostalgia e rimpianto. Il tempo dell’infanzia è stato per lei molto bello grazie alla libertà consentitale dal parco e ai tanti amici che le facevano compagnia. Ancora oggi quando le capita di passare da quelle parti il suo pensiero va ai ricordi di quel tempo che per lei è stato molto felice. Accanto a lei ci sono inoltre i miei bisnonni dei quali ho molto sentito parlare ma che purtroppo non ho conosciuto.

La scuola di mio nonno negli anni quaranta del Novecento

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In questa foto stampata su carta è ritratto mio nonno Riccardo, il primo giovane in alto a sinistra, insieme ai suoi compagni di classe.

Si tratta di una foto di fine anno scolastico scattata il 14/06/1947 e gelosamente conservata da mia nonna nel suo album dei ricordi.

Mio nonno all’epoca aveva appena terminato la quinta ginnasiale in un liceo di Barcellona Pozzo di Gotto, piccola cittadina siciliana.

Con quanta emozione osservo le foto di famiglia, cerco nei volti dei giovani di un tempo i tratti di chi abbiamo conosciuto solo in vecchiaia. Talvolta dagli album di famiglia spuntano immagini in bianco e nero che generano nei cuori dei nostri genitori e soprattutto dei nostri nonni una profonda nostalgia.

Anche le immagini amatoriali della vita di tutti i giorni, a modo loro, costituiscono una pagina di storia perché ci raccontano come vivevano i nostri genitori, i nostri nonni.

Nella foto proposta mi colpisce molto l’abbigliamento dei giovani di quel tempo. In particolare le ragazze indossavano abiti anche oltre il ginocchio e non pantaloni come la maggior parte delle ragazze di oggi.

Mio nonno era molto legato a questa foto perché gli ricordava la sua adolescenza, i suoi compagni di classe, la sua Sicilia. Infatti dopo il liceo si è trasferito a Napoli per studiare Giurisprudenza.

Qui ha incontrato mia nonna e alla fine ha deciso di lasciare definitivamente la sua terra, la sua Sicilia tanto amata.

Quando guardo questa foto ricordo con nostalgia tutte le volte che mio nonno ci raccontava le sue storie di gioventù, la sua famiglia, la sua scuola, i suoi amici con cui è rimasto in contatto per tutta la vita.

Penso anche a quante difficoltà deve aver affrontato cambiando città e lavorando per pagarsi gli studi universitari. Posso dire con certezza di essere molto orgogliosa di lui.

Talvolta penso che sarebbe bello poter visitare la Sicilia e soprattutto i luoghi della gioventù di mio nonno perché in fondo sono luoghi che fanno parte della mia storia.

La prima comunione di mio padre

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Questa foto ritrae mio padre da piccolo nel giorno della sua prima comunione. All’epoca non c’era ancora l’abitudine d’indossare il saio per la cerimonia religiosa. Si sceglieva però un abito più elegante.

I RITI E LE TRADIZIONI: IL MATRIMONIO, di Vincenzo Di Gironimo, III D

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1889, mese imprecisato

Ho trovato, in un vecchio album fotografico di famiglia, questa vecchia foto che raffigura i miei trisavoli il giorno del loro matrimonio.

Questa è l’unica foto ricordo della cerimonia, infatti siamo in un tempo in cui se ne scattavano pochissime.

I due sposi si chiamavano Tiberio e Aloisia.

Mi sono fatto raccontare, da mia nonna Luisa, come si svolgeva il matrimonio a quei tempi.

In genere i due fidanzati si conoscevano pochissimo, visto che il matrimonio era combinato dalle rispettive famiglie infatti era un affare. Si prendevano in esame la moralità, il decoro, la serietà quindi le ascendenze e infine la consistenza patrimoniale. Se necessario venivano chieste informazioni presso conoscenti, compari e parroci.

Il primo impegno nuziale consisteva nel regalare un anellino d’oro alla sposa quindi si preparava un vero e proprio contratto di nozze, con l’aiuto del notaio dove si specificava la lista del corredo e la dote. Il viaggio di nozze non esisteva. Gli sposi stavano una settimana chiusi in casa a ricevere amici e parenti i quali portavano doni o cibo. 2.jpg

Napoli, 1938, maggio

Questi erano i miei bisnonni, Celeste e Pietro. I tempi sono già cambiati. Si sono liberamente scelti e cosa eccezionale per quell’epoca si sposarono quasi quarantenni. La cerimonia era più moderna, ma nell’unica foto ricordo rimasta in famiglia si vedono solo le due damigelle e nessun invitato.

Gli sposi ora spesso partono per il viaggio di nozze magari limitandosi alla regione di residenza o alla mete classiche in Italia: Venezia, Roma, Firenze.

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Napoli, 30 giugno 1969

In questa foto sono rappresentati i miei nonni, Luisa e Vincenzo.

Il loro matrimonio già era diverso da quelli precedenti.

Questa è una delle tante fotografie scattate all’epoca, realizzata da un fotografo, custodita insieme alle altre in album fotografici, con foto non solo in bianco e nero ma anche a colori.

Il viaggio di nozze si svolse in Europa, non ci si accontentava più di Venezia, ma con un’automobile ci si spostava liberamente, anche all’estero.

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Napoli, 9 novembre 2001
In questa foto sono invece ritratti i miei genitori, Ornella e Giuseppe, il giorno del loro matrimonio. I tempi ovviamente sono cambiati e anche la qualità della foto è migliore. Il viaggio di nozze si svolse in America anche se proprio in quei giorni avvenne l’attentato alle torri gemelle a New York.

Questa foto l’ho trovata nel loro album di nozze nel quale sono inserite centinaia di fotografie. Un altro cambiamento fu la location, di fatti la festa si svolse in un lussuoso ristorante a Posillipo.

Purtroppo però nel 2016, come altre molte coppie di oggi, si sono separati.

I MATRIMONI, di Giorgia Liguori, III D

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Foto 1

Ci sono stati tanti matrimoni nella mia famiglia: il primo tra tutti  è stato quello dei miei nonni paterni, (foto 1) avvenuto il 4 agosto 1965. Mia nonna Bruna Ricci, nata il 4 gennaio 1936 è stata dirigente del personale al comune di Napoli, mentre mio nonno, Raffaele Liguori nato il 28 febbraio 1932 era il primario di Neurochirurgia  dell’ospedale Cardarelli. Nonna, il  giorno del suo matrimonio, era vestita con un abito non troppo lungo e dato che faceva molto caldo, aveva i capelli sciolti da cui pendevano due veli ai lati e in mano portava un mazzo di fiori.

Mia nonna è arrivata alla Chiesa del Sacro Cuore del Vomero, dove si è svolta la cerimonia, accompagnata dal cugino. Dopo la cerimonia, hanno festeggiato in un albergo a via Caracciolo. Gli invitati sono stati numerosi, infatti, mia nonna mi ha raccontato che oltre ai parenti e agli amici, c’erano molti colleghi di mio nonno, dato che è stato un importante neurochirurgo.  Il loro viaggio di nozze durò circa un mese, durante il quale ebbero l’occasione di andare sulla costiera Amalfitana, poi successivamente in  Grecia, all’epoca una monarchia e poi nella Jugoslavia comunista.

Mia nonna mi dice sempre che è stato un viaggio bellissimo ed interessante, che ricorda con grande nostalgia.

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Foto 2

Il matrimonio dei miei nonni materni, (foto 2), in questa immagine con i loro rispettivi genitori, è avvenuto il 27 luglio del  1975  nel paese di mia nonna Rosa – Sant’Angelo all’Esca – un paesino di pochi abitanti in provincia di Avellino. I genitori di mia nonna rispettivamente a destra e sinistra della sposa, si chiamavano Maria Lepore, e Generoso Guarino.

La mia bisnonna era contadina, mentre il mio bisnonno che inizialmente faceva il calzolaio, divenne anche egli contadino, sposando la mia bisnonna. I genitori di mio nonno, nella foto rispettivamente a destra e sinistra dello sposo, si chiamavano Filippo Tramontano e Ada Muselli. La bisnonna Ada era casalinga, mentre suo marito era maestro elementare. Mia nonna Rosa all’inizio della sua carriera di insegnante lavorava nella stessa scuola del mio bisnonno. Un giorno, il mio bisnonno la invitò a casa sua dove conobbe mio nonno Franco. Ed è stato proprio questo incontro a generare la coincidenza che ha dato vita alla famiglia che conosco oggi. Mia nonna Rosa è molto orgogliosa di questa foto, tanto che è appesa alla parete di casa sua in bella mostra.

I miei nonni mi hanno raccontato che era una giornata molto calda; mia nonna Rosa è partita dalla sua casa in piazza, accompagnata dal padre, Generoso, con al seguito i suoi parenti e gli amici più cari. Inoltre ha aggiunto al suo racconto che tempo fa, nel suo paese, si usava accompagnare la sposa solo fino alle scale della chiesa per poi consegnarla al futuro marito che l’avrebbe portata all’altare. Nel suo caso il mio bisnonno l’ha accompagnata sotto braccio fino all’altare dove ad aspettarla c’era mio nonno Franco.

La nonna, come vuole il rito, indossava un bellissimo vestito bianco, lungo, con in testa un cappellino a forma di “cuffietta” con il velo che cadeva fino in vita.  Mia Nonna ripensando a quel giorno, si è ricordata dell’automobile con la quale sono giunti al ristorante sul Lago Laceno. Era una bellissima auto, gran turismo, di colore rosso che velocemente li portò a destinazione.

Quando ho chiesto a mia nonna di raccontarmi questa bella storia della sua vita trascorsa, visibilmente emozionata, mi ha trasmesso la sensazione di un bellissimo ricordo, essendo molto credenti, insieme alle persone che amava avevano letto il vangelo e si erano divertite.

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I miei zii paterni, che vedete in questa foto, si sono sposati il 20 dicembre del 2000: quest’ultimi si chiamano Anna Liguori e Roberto Vitelli, entrambi professori universitari: mio zio è psichiatra, invece mia zia è giurista.

La cerimonia religiosa si è svolta nella chiesa di Sant’Antonio a Posillipo: essendo dicembre faceva abbastanza freddo, quindi mia zia decise di indossare un vestito bianco, lungo e a maniche lunghe, con un velo che arrivava fino a terra e un paio di scarpette bianche con il tacco non troppo alto; mio zio, invece, indossava un semplice completo di fresco lana con la cravatta.  Mio zio, Vincenzo Liguori, accompagnò mia zia in Chiesa, con la macchina e, a braccetto, fino all’altare, in quanto, mio nonno Raffaele purtroppo era scomparso anni addietro.  Successivamente  si recarono nel locale Villa Marinella, in via Tasso, per festeggiare. Mia zia mi racconta che erano più di 100 invitati, ed oltre a familiari e amici stretti, erano presenti alcuni colleghi di entrambi.  Il Viaggio di nozze durò due settimana, e in questi 14 giorni, visitarono due luoghi: New York e il Messico, un viaggio bellissimo, appassionante e interessante che rifarebbero sicuramente.

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I miei genitori, invece, si sono sposati l’8 luglio del 2005: si chiamano Ada Tramontano e Andrea Liguori, rispettivamente insegnante di matematica e ingegnere meccanico.

Mia madre indossava  un vestito bianco e lungo, con la scollatura a barca e un velo non troppo lungo; mio padre indossava un elegante gessato nero con la cravatta argentata.

La cerimonia religiosa si svolse in una chiesetta sul mare a Capo Miseno.  Mia madre è stata accompagnata da mio zio, Filippo Tramontano, con la macchina, mentre mio Nonno, Francesco-Paolo Tramontano, l’ha accompagnata fino all’altare.

Mia madre mi racconta sempre che, dopo la cerimonia, sono andati a fare le foto, proprio fuori alla chiesa, e dato che indossava dei tacchi abbastanza alti, uno di questi si è incastrato nelle tavole del pontile.

Il banchetto si è svolto presso il ristorante  Cala Moresca di Capo Miseno. Il festeggiamento è stato al di fuori degli standard per un matrimonio, infatti, mentre si mangiava c’erano continui balli a cui partecipavano gran parte degli invitati. Gli  invitati erano 170, tra amici, parenti e colleghi. Il viaggio di nozze è durato tre settimane durante le quali i mie genitori hanno avuto modo di visitare Cuba e Messico.

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L’ultimo matrimonio, in ordine di tempo è   avvenuto il 27 ottobre 2018 a Roma. I miei zii si sono sposati secondo rito civile, in una bellissima dimora antica.

Mio zio, Filippo Tramontano, con mia zia Sophie Miglietti, francese di nascita, prima del matrimonio avevano già due figli: Claire e Francesco Tramontano.

Zia Sophie è revisore contabile, mentre mio zio si occupa di espandere business dei supermercati attraverso la ricerca di luoghi dove impiantarne di nuovi. Mia zia era vestita con un abito corto che scendeva fino alle ginocchia, con maniche corte e un paio di scarpette bianche con il tacco abbastanza alto. I capelli erano sciolti, non indossava il velo e aveva un trucco abbastanza leggero. Mio zio invece indossava un semplice abito blu con la cravatta.

Dopo la cerimonia civile, ci siamo recati in un ristorante al Gianicolo, per festeggiare il loro meraviglioso matrimonio. Gli invitati erano circa 100, senza contare i numerosi amici di mio zio e i familiari francesi di mia zia.

A mio parere, tutti i matrimoni della mia famiglia sono stati meravigliosi e divertenti, ma questo è stato il mio preferito, perché l’ho vissuto in prima persona. E’ stato un momento molto speciale, che ricorderò sempre come un’esperienza appassionante e interessante. Restano comunque nel mio cuore tutti gli altri matrimoni, perché, anche se non vissuti in prima persona, hanno reso possibile la mia nascita e quella di tutti i miei fratelli.

Ritratto di famiglia, di Adamo Scudieri III A

In questa narrazione  presento le origini della mia famiglia, in particolare dei miei nonni  materni che purtroppo non ho mai conosciuto poiché sono morti precocemente. Dai racconti tramandati dai miei genitori e dai miei familiari ho dedotto che erano delle persone con sani principi, oneste, e unite da un fortissimo amore. Hanno sempre condotto una vita esemplare, cercando di aiutare le persone in difficoltà e ciò mi rende molto orgoglioso di loro e desideroso di mantenere la stessa condotta nella mia vita.

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I miei nonni, Roma 1961, cm.15×18

Nella foto, a campo medio, sono ritratti, a figura intera, i miei nonni materni, Assunta (insegnante di scuola elementare) e Salvatore (direttore di banca) in occasione del loro viaggio di nozze nel lontano 1961. Sullo sfondo si nota la facciata della basilica di  San Pietro con maestose colonne, intervallate da archi e finestre e l’imponente cupola.

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I miei nonni, Sorrento 1962, cm.15×18

Anche in questa  foto sono raffigurati, a figura intera, i miei nonni materni che indossano abiti eleganti. Lo sfondo non si distingue bene ma ho saputo che si trovavano all’ingresso di un albergo in occasione di uno dei loro viaggi.

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In questa foto è raffigurato, invece, in primo piano, il mio bisnonno paterno, Vincenzo Scudieri nato nel lontanissimo 1885, vestito in abiti eleganti come era solito fare. Egli insieme ai suoi fratelli fondò un’importantissima fabbrica di camicie di nome ‘’Adam” ad Ottaviano, nei pressi di Napoli, dando lavoro a circa 150 operai, in un periodo di forte crisi economica seguito all’apparente sviluppo della ‘’Belle Epoque”.

La sua fabbrica nel primo Novecento esportava numerose camicie in Francia (in particolare nel grande magazzino “La Fayette”) e nel resto del mondo. Sposò una bellissima donna di nome Olga Franceschi nata a Lucca, di origini norvegesi, precisamente di Bergen. Ebbero tre figli maschi: Achille, Adamo (mio nonno) e Vincenzo.

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I fratelli Scudieri, Ottaviano cm,15×18

In questa foto, a campo medio, sono rappresentati, a figura intera, rispettivamente da sinistra: Vincenzo Scudieri, Adamo Scudieri (mio nonno), Achille Scudieri. Mio nonno Adamo (sposato) durante il secolo scorso (precisamente nel 1989), fondò un’azienda di riciclaggio di materie plastiche ad Ottaviano molto all’avanguardia per quei tempi. Come suo padre, diede lavoro a tanti operai in cerca di lavoro. Ancora oggi questa fabbrica è operativa, condotta attualmente da mio padre Stefano Scudieri e mio zio Renato Scudieri.

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I fratelli scudieri con la loro madre, Ottaviano, cm. 15×18

In questa fotografia, a campo medio, sono ritratti, in posizione centrale, mio nonno e i suoi fratelli accompagnati dalla loro madre Olga Franceschi, all’antico collegio S. Madonna dell’Arco, infatti possiamo notare che i ragazzi indossavano la divisa scolastica utilizzata all’epoca, durante il fascismo. Sullo sfondo, si intravedono botteghe e palazzi dell’epoca.

Doruccia… un compleanno memorabile, di Martina Caterino, III A

Questa è la storia di mia nonna Dora detta “Doruccia” e della sua numerosa famiglia.

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Mia nonna nella Villa Comunale; Napoli, 1947, 10 cm x 15 cm

In questa foto, stampata su carta in bianco e nero, è presente nonna Dora all’età di un anno e mezzo. Si trova alla Villa comunale, villa monumentale di Napoli ubicata sul lungo mare.

La foto è a campo medio, in primo piano, a figura intera, c’è Doruccia che indossa un grazioso vestitino di lanetta a quadrettini e un coprispalle di lana fatta a maglia con delle scarpette apparentemente bianche. Si trova all’ombra di un albero e con la sua simpatica acconciatura riccia accenna un sorriso. Sullo sfondo si vedono delle palme.

Vi voglio raccontare la storia di mia nonna perché sono molto legata a lei sia affettivamente sia per una data importante, infatti lei è nata il 14 maggio 1946 e il giorno del suo 59° compleanno mia madre Adriana le ha fatto un bel regalo di compleanno, alle 3.00 del pomeriggio sono nata io e i miei due fratelli Claudio e Sara.

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Io (a destra) e i miei fratelli; Napoli, 2005, 30 cm x 20 cm

La foto, con una inquadratura stretta, rappresenta i tre gemelli in piano americano. Lo sfondo è indefinito.

Ho ritrovato tra le cose di mia nonna il giornale quotidiano ”Risorgimento” del 1946 dove Elena Cozzolino e l’avvocato Aniello Ansalone annunciano la nascita della loro quartogenita Dora.

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Pagine del giornale “Risorgimento”; 1946

Nella prima pagina del giornale si parla della revisione dell’armistizio con l’Italia.

Di seguito le foto dei miei bisnonni: Aniello Ansalone nato il 10/07/1908 e Elena Cozzolino nata l’11/09/1915 e sposati a Napoli nel 1936.

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Matrimonio dei miei bisnonni Elena Cozzolino e Aniello Anzalone; Napoli, 1936, 15 cm x 10 cm

Nella foto precedente, stampata su carta in bianco e nero, con una inquadratura stretta i due sposi non sono in posa, e si vede in primo piano un ricco bouquet, poi la sposa, bellissima, con un velo molto lungo e decorato che sembra guardare qualcosa. Mentre lo sposo, vestito elegantemente, appare emozionato, alle sue spalle.

I genitori di mia nonna, originari di un paesino in provincia di Salerno, Calvanico, pur vivendo a Napoli, perché il mio bisnonno era un eminente avvocato, sono sempre rimasti legati alle loro origini. Infatti nel periodo di guerra erano rifugiati qui e nonostante le difficoltà hanno avuto 5 figlie e un maschio, tanto desiderato dal mio trisnonno Michele da cui ha preso il nome.

Mia nonna mi racconta spesso che durante la sua infanzia trascorreva lunghi periodi spensierati in campagna. A Calvanico erano conosciuti da tutti come i signorotti che venivano dalla città.

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I fratelli di mia nonna nel castagneto del loro nonno; Calvanico (SA), 1955, 8 cm x 5 cm

In questa foto ci sono mia nonna, con le tre sorelle e il fratello più piccolo, manca soltanto la primogenita Mariapia Ansalone. I 5 si trovavano in un castagneto di proprietà del bisnonno e come si può osservare sono tutti vestiti elegantemente. Mia nonna è la terza partendo da sinistra, la foto è un campo medio e tutti i bambini guardano verso l’obbiettivo sorridendo; particolare è la smorfia di Michelino beato tra le donne.

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La famiglia riunita nel giardino della casa di Calvanico; 1960, 15 cm x 18 cm

In questa foto scattata nel giardino della casa di Calvanico nell’estate del 1960 a partire da destra c’è il mio bisnonno, che indossa un completo chiaro con la cravatta, nel centro la mia trisnonna Maria (che ha vissuto fino a 102 anni) e indossa un vestito nero con una collana a tre fili. La prima sulla sinistra invece è la nonna Dora che ha una gonna chiara molto ampia e un maglioncino estivo. Sullo sfondo si notano le mura della casa che, un po’ rovinate, contrastano con l’eleganza della famiglia.

La mia nonna insieme alle sue sorelle ha frequentato un istituto privato di suore (come era solito per le famiglie borghesi), il Nazareth rigorosamente solo femminile.

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Mia nonna alle medie e alle superiori, scuola femminile Nazaret; Napoli, 1957 e 1960

Come si evidenzia dalle foto le alunne portavano una divisa diversa per le medie e per le superiori.

Appena terminata la scuola, durante una vacanza al mare, la mia nonna appena diciottenne, conosce l’amore della sua vita, nonno Gianfranco, appassionato di pesca subaquea e ottimo sciatore.

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I miei nonni nel 1964

In questo collage di foto si vedono mio nonno sugli sci e al mare che risale dall’acqua con la muta e mia nonna in posa.

Il fidanzamento in casa dei due giovani dura oltre 6 anni perché secondo la mentalità dell’epoca bisognava prima laurearsi e trovare il posto fisso.

Finalmente nel 1972 i miei nonni convolano a nozze.

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Matrimonio dei miei nonni; 1972, 15 cm x 18 cm (prima foto)

Nella foto uscita sul giornale nella repubblica dei “Mosconi”, dove si pubblicavano questo tipo di eventi, gli sposi sono seri e presi dal loro ruolo e dalla solennità del momento. Nella seconda foto scattata all’Excelsior durante il ricevimento, ci sono gli sposi con i genitori di lei: la foto a campo medio è la classica foto di posa standard e formale.

La sposa indossa un abito molto collegiale sembra una ragazzina della prima comunione, lo sposo in tight indossa la dovuta cravatta, i genitori della sposa sono vestiti elegantemente. Trovo particolare il cappellino della bisnonna, quasi obbligatorio nei matrimoni del tempo.

Da questa unione nascono tre figli, la mia mamma Adriana, mio zio Pierluigi e mio zio Paolo. Questo progetto mi ha permesso di conoscere le origini della mia famiglia dal ramo di mia nonna e ciò, oltre ad interessarmi, mi ha affascinato molto.